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tag: Russia, elezioni

Elezioni in Russia. I partiti ai blocchi di partenza.

Il 2 dicembre si svolgeranno, in Russia, le elezioni legislative. Il cittadini russi andranno a votare la camera bassa con una nuova riforma elettorale varata nel 2005 che prevede un sistema proporzionale per i 450 seggi che compongono la Duma.
Tale riforma abolisce la quota di maggioritario prevista dalla precedente legislazione, alza la soglia di sbarramento al 7% e non consente ai partiti registrati di formare blocchi elettorali.
Il sistema partitico è molto frastagliato e nella tornata elettorale del 2003 solo quattro partiti sono riusciti a superare la soglia di sbarramento che allora era del 5%.

[Boris Gryzlov]
boris-gryzlov.jpgRussia Unita, il cui leader è Boris Gryzlov, è attualmente il primo partito con il 38% dei voti. Il partito nacque nel 2001, definito spregiativamente “partito del potere”, è sin dagli esordi un convinto sostenitore del presidente Putin.

Il principale partito di opposizione, invece, è il Partito Comunista della Federazione Russa (Kprf), che conquistò nelle elezioni precedenti il 12,6 % dei voti. Anche se giuridicamente non ha alcun legame con il Pcus viene comunque considerato il suo successore. Guidato da Gennai Ziuganov è radicato nel territorio e fonda la sua ideologia su un marxismo-leninismo intriso di nazional-populismo.

Sempre all’opposizione, ma in contrasto con gli altri schieramenti parlamentari, troviamo il Partito Liberal Democratico di Russia (Ldpr), capeggiato da Zirinovskij. A discapito della denominazione partitica, ha forti venature imperialistiche, nazionalistiche e protezionistiche. Fondato nel 1989 il suo consenso è stato altanelante sino a conquistare l’ 11,5% dell’elettorato nella precedente elezione legislativa.

Infine la rosa dei quattro maggiori partiti si conclude con Rodina, accusata di essere stata creata dal Cremlino per corrodere i consensi al Kprf. Proprio quest’anno Rodina si è fusa con il Partito Russo della Vita ed il Partito Russo dei Pensionati, dando vita ad una nuova formazione politica denominata Spravedlivaja Rossija, ossia Russia Giusta.

Nonostante la soglia di sbarramento, il precedente sistema prevedeva una quota uninominale di 225 seggi, 100 dei quali venivano assegnati agli indipendenti o ai candidati dei partiti minori. Tralasciando i partiti e i movimenti estremisti (come il caso degli eurasiatici), grazie al sistema misto anche la frangia liberale ha avuto la propria rappresentanza parlamentare, seppur minima. I maggiori partiti di questo orientamento sono Yablokoche ha conquistato 4 seggi e Unione delle forze di destra con solo 3 seggi ottenuti. Entrambi si propongono un capitalismo di stampo europeo con un sistema concorrenziale e si battono per i diritti civili.

[Mijaìl Kasianov]
mijail-kasianov.jpgIn vista delle elezioni presidenziali del marzo 2008 i due partiti stanno cercando intese per un opposizione democratica alla politica di Putin con l’intento di presentare un candidato comune. Gli accordi non sono facili e tra le possibili candidature vi sono tre aspiranti: l’ex primo ministro Mijaìl Kasianov, l’ex presidente del Banco Centrale Victor Guerasinov e il dissidente scrittore Vladimir Bukovski. Questi ultimi si mostrano propensi a ritirare la propria candidatura a favore di Kasianov, il quale ha già dichiarato che tra i suoi obiettivi vi è la riforma di Gazprom, il gigantesco monopolio di gas. Yabloko, nel frattempo, sta cercando di recuperare consensi manifestando nelle piazze insieme al movimento “Altra Russia” guidato dall’ex campione di scacchi Kasparov. Ardua, però, per la corrente liberale, l’impresa di ambire alla carica presidenziale.

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