Un uomo di neve preoccupato del riscaldamento globale, una domanda sulle tasse a suon di musica, un disabile che riprende a un celebre video di Bob Dylan.
CNN/YouTube Debate. Video domanda sul global warming
Nel dibattito elettorale tra i candidati del partito democratico tenutosi il 23 luglio scorso a Charleston i protagonisti non sono stati solo gli otto sfidanti ma anche tutti coloro che hanno realizzato brevi video per porre loro delle domande. Gli utenti di YouTube hanno mostrato fantasia e una buona dose di ironia.
Uscendo dai consueti schemi giornalistici il progetto OffTheBus ha deciso di usare il suo potenziale collaborativo (gli autori sono sia giornalisti e opinionisti politici del celebre blog liberal The Huffington Post sia volontari dislocati in tutti gli USA) per rintracciare e intervistare gli utenti di YouTube, gli “altri” protagonisti della serata, per chiedere loro impressioni e commenti sulle risposte ricevute pubblicamente.
Tra i più apprezzati ci sono Mary e Jen, di New York, che hanno chiesto ai candidati la loro posizione sui matrimoni gay. Alle promesse e alle dichiarazioni di compromesso le due hanno preferito la schiettezza:”Ovviamente il sì deciso di Dennis Kucinich ci è piaciuto molto. Ma abbiamo apprezzato molto anche la risposta sincera di John Edwards: si poteva vedere che era combattuto [tra la sua fede e la ferma volontà di fermare le discriminazioni di ogni genere, ndr]. Meglio questo che non sentirci dire che dovremmo avere diritti uguali ma con un nome diverso, per non urtare la sensibilità di qualcuno”.
Tutti i cittadini-utenti hanno aspettato con ansia il dibattito per vedere se le loro domande sarebbero andate in onda, non solo per protagonismo ma anche perché molti di loro hanno parlato di temi che stanno loro a cuore e hanno influenzato la loro vita, dalla guerra in Iraq alle cure sanitarie per familiari gravemente ammalati.
YouTube non ha avuto alcuna parte nella scelta delle domande, e nemmeno gli utenti. La divisione delle competenze non è stata problema, però, almeno a giudicare da quello che dice Steven Grove, editor politico: “Facciamo quello che ci riesce meglio: raccogliere video. CNN fa altrettanto e si occupa della realizzazione del dibattito televisivo“. Al punto da contattare alcuni utenti affinché filmassero nuovamente i video (anche tra quelli che non sono poi andati in onda) per esigenze di tempi televisivi.
Il sito di video sharing ha inoltre permesso a dieci degli utenti più attivi (e con maggiori possibilità di essere scelti) di essere presenti al dibattito a Charleston. Alcune tra le loro domande – una minima parte, a dire il vero – sono state effettivamente mandate in onda e, dopo la risposta dei candidati, hanno ulteriormente interagito con loro.
La critica però serpeggia da più parti: se la forza di Youtube sta nella comunità di utenti perchè non farli scegliere?
(è il punto della critica di Jeff Jarvis)
Probabilmente i prossimi video (per il debate repubblicano il 17 settembre) saranno ancora più innovativi, ora che si sono capite le regole del gioco. David Fleetwood, autore di una delle domande mandate in onda, afferma appunto che ora che ha capito cosa attira l’attenzione porrebbe la stessa domanda ma in maniera diversa, cercando di rendere il video più originale e accattivante.
Forse non possono ancora scegliere quali domande mandare in onda, ma nei social network tutti imparano in fretta.
Molto in fretta.
Comunicazione politica e nuove tecnologie al Caffé su Rai News 24…
L’argomento di domani del Caffé, trasmissione della fascia mattutina di Rai News 24 in onda anche su Raitre (dalle 7.00), tratta l’argomento “comunicazione politica e nuove tecnologie” prendendo spunto dalla trasmissione della CNN sulle Presidenzi…
[...] CNN/YouTube debate Il dibattito coi candidati alle primarie democratiche sottoposti alle video-domande degli utenti della rete sembra essere stato un discreto successo. (tags: cnn youtube video democrats clinton edwards obama kucinich) [...]