Da un’ idea di Lorenzo Pizzanelli nasce un “disarmante” giochino in Flash che ci permette di sfogare l’odio represso nei confronti di un limitato ventaglio di personaggi politici, alcuni defunti e condannati dai posteri per le nefandezze compiute e altri ancora vivi e vegeti, ma candidati a restare nei libri di storia quantomeno quale esempio di cattiva amministrazione della cosa pubblica (almeno così sembra pensarla l’autore del gioco).
Si tratta di un reality game della durata di cinque settimane .
Difficile dare un giudizio complessivo.
Il gameplay è, come detto, disarmante. Lo scopo è abbattere i politici-insetto a colpi di schiacciamosche senza un limite temporale e senza distinzioni qualitative (la velocità e dimensione degli insetti è la medesima) “tra una mosca e l’altra”.
Simpatici i file audio che ci danno informazioni sui vari personaggi e “particolare” il montaggio sonoro del regolamento del gioco. Già online una classifica delle mosche più schiacciate. Il senso del gioco, nel caso in cui le compulsioni da schiacciamento (le mosche riappaiono subito dopo averle schiacciate!) vi impediscano di coglierlo, ce lo spiega lo stesso Pizzanelli sul forum (semideserto) del gioco:
“La democrazia! Cos’è? Cos’è oggi? Quali potenzialità abbiamo noi cittadini del mondo (ormai siamo tutti cittadini del mondo non più come gli snob di 50 anni fa) di contribuire ad un pensiero critico? Di dire qualcosa di diverso dall’equiparare (banalmente) un’atrocità ad un’altra? [...]
Questo è il tema di MOSCHEA. Questo è il dibattito al di là dell’opera. La questione è intorno all’immaginario “DEMOCRAZIA”… alla sua ESTETICA! Il suo ritratto deformato, grottesco, ha ispirato (in altri tempi) grandi artisti come Ensor o Grosz.
Un esperimento di Net Art “esteticamente” riuscito e che trova (forse) un suo compimento solo nel momento in cui il giocatore arriva a chiedersi perché stia schiacciando per l’ennesima volta Berlusconi e non Pinochet. Forse.
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