Quasi tutti i candidati alle primarie democratriche hanno ormai aperto un profilo su Flickr – per dare un valore aggiunto social alle classiche foto di campagna elettorale.
Interessante (e molto coerente con le logiche 2.0) l’idea di Enrico Letta di inserire nel proprio sito personale (ora dedicato ovviamente alla competizione per le primarie del 14 ottobre) un “bottone Flickr” che, anzichè rimandare alla sua pagina personale sul noto social network fotografico, apre una pagina contenente tutte le foto taggate con il tag “enricoletta” presenti nell’intero network.
[Il pulsante del tag su flickr sul sito di Enrico Letta]
Per chi non conoscesse bene i meccanismi di Flickr, ciò significa che con un click avremo a disposizione tutte le foto taggate “enricoletta” postate da chiunque. Senza possibilità di cancellare, o controllare in alcun modo quella pagina – che è appunto pubblica e aperta a tutti. Scelta tutta 2.0 (aperta a tutti, senza alcun paracadute – affidata al gentle agreement dei network sociali) nonchè coraggiosa in quanto sottopone il candidato a qualche piccolo “rischio”.
[La pagina dei tag "enricoletta" con la foto di Veltroni]

Noi di SpinDoc abbiamo fatto una prova. Piccola e banale, ma giusto per far capire. Abbiamo caricato su Flickr una foto di Walter Veltroni e dopo averla taggata “enricoletta” l’immagine è subito apparsa online nella pagina richiamabile dal pulsante del sito di Enrico Letta.
[la foto di Walter Veltroni taggata "enricoletta" - clicca per ingrandire]
[la pagina dei tag "enricoletta" con la foto di Veltroni - clicca per ingrandire]
Lo strumento funziona, insomma, nel bene e nel male.
Questo genere di esperimenti scoraggerebbero chiunque ad usare gli strumenti “social” della rete, ed invece il nostro compito (di utenti) dovrebbe essere quello di sostenere questi deboli tentativi.
Tra l’altro, siamo nel campo dell’imponderabile, perchè chi mai taggerebbe una foto di Veltroni con “enricoletta”?
Mi dispiace, ma per la prima volta.. pollice verso all’articolo :)
Benvenga ogni tipo di commento :)
anche se…
“Interessante (e molto coerente con le logiche 2.0) l’idea di Enrico Letta di inserire nel proprio sito personale (ora dedicato ovviamente alla competizione per le primarie del 14 ottobre) un “bottone Flickr” che, anzichè rimandare alla sua pagina personale sul noto social network fotografico, apre una pagina contenente tutte le foto taggate con il tag “enricoletta” presenti nell’intero network.”
Io credo che un giudizio di questo tipo, nonchè il tono dell’intero post, possa solo entusiasmare il diretto interessato.
Quella di inserire Veltroni è stata una piccola provocazione finalizzata a sottolineare la “trasparenza” della filosofia 2.0 (a quanto pare) abbracciata da Letta.
Niente bluff per dirla “in soldoni”.
Ciao :)
AB
L’influenza dei libri noriani che leggo ultimamente mi porta a scrivere cose tipo “questo genere di esperimenti scoraggerebbero”, o forse il fatto che correggo mille volte quello che scrivo. :)
Anche io, pur non votandolo, sono piacevolmente sorpresa rispetto a quel che Letta (o il suo staff..) sta facendo nell’ambito della comunicazione web.
Speriamo che dopo le primarie non abbandonino la retta via.
Elena cara. Quello dell’esperimento è un modo, ironico e autoironico (”noi di spindoc”…), per raccontare una scelta, quella del tag invece che del flickr personale che pure hanno, che invece ci è piaciuta, e molto. Ovvio che è anche rischioso, però – e non è nascondendone la possibilità che lo si tutela. Ma informando e spiegando…
(comunque ora vediamo se da Letta ci dicono qualcosa nel merito)
Grazie per le considerazioni: rispondo in quanto ispiratore della scelta del comitato di Enrico Letta di linkare il tag invece che l’account.
Da quando mi occupo di media sociali, la prima obiezione che ricevo quando propongo di conversare e partecipare apertamente riguarda il timore che qualcuno critichi. Io rispondo sempre che se le critiche sono giustificate, è bene che se ne discuta; se sono ingiustificate o se provengono da disturbatori allora cadranno da sole. Quindi non bisogna avere paura di linkare una pagina di cui non si controllano completamente i contenuti.
Nel cao di Flickr, il rischio non riguarda il fatto che compaia una foto di Veltroni taggata in modo inappropriato, ma che appaiano delle immagini “scomode”. Però a me sembra che questo rischio sia ampiamente compensato dall’opportunità di creare una comunità di cittadini che condividono un progetto politico anche scambiandosi le immagini delle proprie esperienze di partecipazione a una campagna elettorale.
Da questo punto di vista, mi rendo conto c’è tantissimo da fare: la mia modesta esperienza mi porta a dire che i cittadini digitali che frequento sembrano poco interessanti alla militanza politica e che i militanti hanno assai poca dimestichezza con il digitale.
Allora, la strada da percorrere è la contaminazione: cercare di portare i media sociali verso la politica affinché questi strumenti agevolino una cittadinanza più attiva e consapevole. Ci si arriva anche facendo copiere alcune piccole esperienze, come imparare a non avere paura di condividere le proprie immagini con quelle degli altri sostenitori della campagna elettorale :-)
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