// stai leggendo...

tag: Mario Adinolfi, PD, Primarie, consulenza politica, videopolitica

La differenza di Adinolfi e la tv che non c’è

[Continuiamo, dopo il caso Letta e Flickr, con una serie di interventi di analisi e segnalazione delle strategie web dei candidati alle primarie democratiche del 14 ottobre. Curiosità e fatti salienti, più che esaustività. E alcuni elementi di riflessione su quello che poteva essere e non è stato. as]

Informale. Spregiudicato, un po’ irriverente, infedele (non alla Gad Lerner), forse diverso. Naturalmente il riferimento è a Mario Adinolfi e al suo preciso intento di differenziarsi dagli altri candidati alle primarie del 14 Ottobre. Trovare il giusto fattore differenziale è una necessità vitale (in comunicazione politica e non solo). E specie per un outsider come Adinolfi. Una carta che il candidato alla leadership del Pd sta provando a giocarsi sul Web con una strategia giocoforza basata sul Web. E nello specifico con una inedito (per l’Italia) uso del blog come community (che si sviluppa però quasi unicamente nei commenti) e diario del candidato (arrivato alla 77esima puntata) e una manciata di video uploadati sull’apposito canale di YouTube.

Rimanendo per ora ai video, “Adinolfi, Prodi e gli Altri – Short-PD” è l’ultimo video pubblicato su youtube, dove Adinolfi ironizzando e giocando sulla sua stazza fisica punta appunto sulla sua “diversità” comunicativa ed ergo sostanziale

E poi, video che ha fatto un po’ di scalpore, “Adinolfi all’incontro con Prodi, Veltroni, Letta e Bindi“, pubblicato due giorni fa sempre su youtube e sul suo blog: «Due minuti di videotestimonianza sull’esistenza di cinque candidati segretari alle primarie del pd, capaci di stare in una stessa stanza e manco si guardano in cagnesco». Naturalmente sono tutti impacciati, primo tra tutti Gawronski. Poi c’é chi si defila, come Letta, o chi, come la Bindi, che prova ad assumere una posa più consona all’occasione, ed infine Veltroni, il più spavaldo e sicuro, che addirittura fa “ciao ciao” con la mano al videofonino.

Nonostante quasi tutti i candidati (non solo Adinolfi) abbiano fatto uso dei video sulla Rete, il confronto tv non si farà, ed è un peccato. Dal punto di vista comunicativo, e non solo. Questo mentre in Usa si innamorano dei talk show e dei dibattiti e li esportano anche in una formula mista tv-web, come raccontano gli esperimenti Cnn/YouTube di cui abbiamo scritto. Spesso infatti, il confronto è il modo migliore per far emergere le differenze. E le differenze contano, sia in comunicazione che in politica.

Discussion

One comment for “La differenza di Adinolfi e la tv che non c’è”

  1. [...] schiette, personali) di comunicazione tipiche del blog siano un modo per differenziarsi (ne abbiamo già scritto) dagli altri candidati, e far emergere quelle sfumature romantiche e passionali che devono fare la [...]

    Posted by Mario Adinolfi e l’uso diaristico-politico del blog | ottobre 10, 2007, 23:39

Post a comment

Prendi il feed Rss

Feed Rss

Iscriviti alla mailing list


Sponsor?

Sponsor su Spindoc