Se la guerra è guerra “co ‘na ere sola” come diceva Alberto Sordi, allora anche Zoro, pure con una sola “erre” è una vecchia volpe. Dietro l’aria finto-trasandata, il gergo romanesco e una spiccata attitudine comica, è uno che, col pubblico, ci sa parlare. Non mi riferisco solo ai commenti sul Grande Fratello, ma anche e soprattutto alla neo-serie “tolleranza Zoro”, che, nei limiti del mezzo, sta già spopolando, anche su Youtube.
Che il link passi di pc in pc per un’effettiva concordanza con le idee espresse, o più come un viral comico-politico, non è dato sapere. Di fatto, però, al di là dei sorrisi che strappa, gli vanno riconosciuti alcuni punti da buon comunicatore.
Per iniziare, il discorso sotto forma di digressione, una bella metafora che dice, non dice, e tiene viva l’attenzione fino alla fine.
In secondo luogo la tecnica: prima che qualcuno ti accusi, accusati da solo. Mette in campo le disavventure della sinistra altalenando tra il ruolo di vittima e truffatore, quasi mai arrivando allo scontro diretto con un’affermazione ma raggiungendo l’apice con una battuta e dando il colpo di coda con la chiusura.
Il video è bello, piacevole, i tempi comici non mancano, la presenza pure. E i dieci minuti scivolano via facili tra battute d’avanspettacolo (“Tu sei comunista, sei contro il capitale”. “Ma no, io sto a Roma capitale, come faccio ad essere contro il capitale”) e contenuti da politico consumato (chi se la ricorda più, la Pantera?). Per molti versi un condivisibile bignami dell’elettore di sinistra degli ultimi vent’anni. Il fatto che non si capisca, poi, se il video è più comico o politico la dice lunga sul momento che stiamo vivendo :)
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