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tag: Internet, Polonia, elezioni, gender, grafica e manifesti, partiti politici

Manuela Gretkowska e il Partito delle Donne

La Polonia si accinge ad andare alle urne per le elezioni politiche anticipate del 21 Ottobre e i gemelli Kaczynski dovranno vedersela, tra gli altri candidati, anche con un personaggio poco ortodosso e, soprattutto, donna.

Stiamo parlando di Manuela Gretkowska.

Manuela Gretkowska

Nata nel 1964 a Lodz, laureata in Filosofia a Cracovia e specializzata in Antropologia medievale a Parigi è oggi autrice di best-seller erotici (la protagonista di uno dei suoi libri aveva due clitoridi, in un altro mangiava col cucchiaino il cervello dell’amato…) e il 1° febbraio 2007 ha fondato il ” Partito delle donne”.

 Il discusso manifesto del “Partito delle donne”
Il discusso manifesto del “Partito delle donne”

Il manifesto sembra creato al solo scopo di stimolare il polacco testosterone ma il messaggio della stravagante componente politica tutta al femminile (il cui sito risulta esteticamente rudimentale ma quasi interamente commentabile) capitanata dalla Gretkowska è denso di significato. Proviamo a capirlo dalle parole della bionda leader che definisce il proprio partito “una nuova Solidarnosc per battere la dittatura monozigote”.

Un manifesto tutto al femminile
Un manifesto tutto al femminile

“Siamo la prima repubblica monozigote al mondo. Viviamo in uno stato di belligeranza permanente. I gemelli Kaczynski vedono nemici dappertutto e partono in guerra. Non riescono ad agire in modo normale. Non abbiamo bisogno di guerre ideologiche ma di normalità. E in questa normalità le donne polacche, discriminate dalla nascita fino alla pensione, devono riacquistare la loro dignità e lottare per i loro diritti in Parlamento

Una Solidarnosc particolare quindi:

“Non la Solidarnosc politico-sindacale di Lech Walesa, ma una solidarietà esistenziale, più profonda, attraverso cui le donne vedranno finalmente riconosciuto un ruolo di partner e si lasceranno alle spalle un modello patriarcale primitivo”.

Non una rivolta:

“Non siamo schiave, abbiamo semplicemente deciso di passare dalle dimostrazioni fuori del Parlamento all’attività dentro il Parlamento, dove cercheremo di risolvere i nostri problemi”.

Più che di partito politico Manuela Gretkowska preferisce parlare di partito d’interesse o gruppo di pressione e, se eletta, non preclude nuove alleanze con nessuno:

“Siamo al centro, pronte a schierarci, a seconda delle circostanze, con chi appoggerà le nostre proposte“.

I “punti programmatici” del Partito delle donne si basano sul Manifesto “Polska jest kobietą” (La Polonia è donna) che promuove principalmente:

- La lotta alla disparità fra uomini e donne in materia di pensioni
- La battaglia contro le discriminazioni sul mercato del lavoro
- La lotta agli aborti clandestini
- Il reinserimento professionale dopo la maternità
- La richiesta di un ampio spettro di garanzie in campo sanitario quali esami e controlli gratuiti negli ospedali inclusi mammografia e pap-test.

Tutte richieste legittime in seno a una moderna democrazia europea che però, in una Polonia dove “la condizione femminile è regredita all’Ottocento” (per usare le parole della Gretkowska), sembra abbiano bisogno di una campagna mediatica “d’impatto” per essere esaudite o, quantomeno, ascoltate.

Discussion

2 comments for “Manuela Gretkowska e il Partito delle Donne”

  1. [...] 1) Su Spindoc [...]

    Posted by Il Partito delle Donne! « V per aVtuVo - il blog di Arturo Barbato | Ottobre 8, 2007, 20:46
  2. [...] campagna comunicativa del Partito delle Donne, capitanato da quella che molti giornali italiani hanno ribattezzato – in [...]

    Posted by politicaduepuntozero » Blog Archive » Elezioni in Polonia | Ottobre 21, 2007, 14:12

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