Come insegna “La lettera rubata” di E.A. Poe, partiamo dall’ovvio.
(i dati della ricerca sono consultabili a questa pagina)
Il primo dato che emerge dalle primarie è l’alta partecipazione; risposta ad una diffusa domanda di politica e di rappresentanza che finora non riusciva ad esprimersi.
Un terzo degli intervistati, infatti, non aveva mai espresso in precedenza preferenze per partiti. Gli stessi, inoltre, “condividono l’azione” extra partitica di Grillo: segno di come politica e antipolitica siano da affrontare in un’unica prospettiva e non come istanze antitetiche.
E’ questa una fetta importante del popolo del PD che non ha una identità partitica forte e crede che il nascente partito possa essere un catalizzatore.
Il voto va al di là della somma dei due partiti (DS e Margherita) che costituiranno il nucleo del PD.
Anzi, la nuova entità attira anche al di là della coalizione di centro-sinistra e la domanda di apertura e di dialogo è un’esigenza avvertita da tutti. Infine, seppure le preferenze vedano primeggiare il vincitore, mostrano come tra gli elettori dell’UDC se il 41% circa è per Veltroni e il 33% preferisce non esprimersi, ben il 25% simpatizza per Letta.
Altro dato significativo è che Rosy Bindi raccoglie il 35% tra gli elettori dell’Italia dei Valori e Gawronsky gode di un forte seguito negli elettori dell’UDEUR; Adinolfi, infine, raccoglie consensi presso coloro che non registrano preferenze partitiche (il “popolo dei grillini”?) arrivando alla pari con Letta al 14,3%.
a proposito dei dati della ricerca, non riesco a trovare il numero di soggetti coinvolti e il numero di quelli che si sono rifiutati di rispondere. potreste comunicarli?
grazie
il numero dei soggetti coinvolti era saltato dalla pagina, ora di nuovo aggiunto: 1612 in tutta italia
Rifiuti: % assolutamente (e sorprendentemente, per noi) irrilevante – in molt esenzioni nemmeno uno: e la fine della rilevazione è stata di fatto la fine dei questionari stampati. Saluti