Tempo di elezioni in molti paesi d’Europa.
Polonia, Slovenia, e appunto Svizzera. Un paese che di europeo non ha molto, per certi versi. Se non per quel senso di precarietà che europei (e soprattutto noi Italiani) conosciamo tanto bene. Solo che il loro “senso di precarietà” (secondo il partito democratico (UDC) che ha sbaragliato gli avversari nella tornata elettorale dl 21 Ottobre) è dovuto alla sicurezza – e non al nuovo flessibile mercato del lavoro.
Troppa violenza, secondo il partito più votato (29%) ma soprattutto più ricco, in quanto ha potuto spendere per la campagna elettorale 20 milioni di Franchi svizzeri, circa 34 milioni di Euro, contro il solitario milione di Euro speso dal secondo in classifica, il partito socialista. D’altronde non esiste legislazione sul finanziamento ai partiti, denunciano i perdenti, che si sono attestati sul 19,5% (Socialisti), 15,6% (Radicali), 14,6% (Democratici Cristiani), 9,6% (Verdi).
[Un manifesto della campagna sulla sicurezza dell'Udc svizzera, accusata di razzismo]

Oltre che al non trascurabile budget, l’UDC deve la sua fortuna ad aver saputo declinare il bisogno di sicurezza del popolo svizzero con una fortunata campagna elettorale che fu molto discussa qualche mese fa.
Campagna cui è dedicata una fortunata sezione del sito che comprende statistiche a favore di una legge che contempla l’espulsione degli stranieri che non si adeguino alle leggi svizzere e che ricevano assistenza sociale, piuttosto che un soggiorno nelle “carceri di lusso” come contenuto nell’argomentario a sostegno della legge. La campagna aveva provocato, tra le altre polemiche, l’intervento del relatore speciale delle Nazioni Unite sul razzismo, Doudou Diene.
L’immagine della pecora ha un che di emblematico.
Il bianco sta al bene come il nero sta al male, ma la scelta di rappresentare due animali uguali e non, ad esempio, pecore che scacciano un lupo, è intesa nel senso non di ridurre ma di sclerotizzare l’ossimoro tra i due colori, bianco per gli svizzeri doc e nero per lo straniero, quello che, come recita il già citato argomentario, “non ha fondamentalmente alcun diritto al soggiorno in Svizzera”.
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