All’indomani del dibattito CNN/YouTube (SpinDoc ne aveva già parlato, con le impressioni “a caldo” e con un approfondimento sul punto di vista degli utenti), la critica del “popolo della Rete” era unanime: certo, i video erano quelli di YouTube, ma la scelta era stata fatta esclusivamente dalla redazione della CNN. Chi usa la Rete è sempre più abituato a produrre contenuti, ma anche a poterli valutare: 10Questions nasce così.
L’obiettivo è raccogliere video con domande da porre ai candidati alle elezioni presidenziali, dando agli utenti la possibilità di votare il gradimento di ogni video con un sì o con un no.
Il progetto però non è fine a se stesso e prevede due fasi. Al termine della prima, a metà novembre, le domande più votate saranno sottoposte a ogni candidato che realizzerà un video di risposta.
I video non saranno sottoposti ad alcun lavoro di editing: 10Questions sarà semplicemente un tramite tra i cittadini e i candidati.
La seconda fase, invece, durerà fino a fine anno e consiste in un analogo meccanismo di votazione relativa ai video di risposta dei candidati. Tutto questo proprio in prossimità delle primarie.
L’idea parte da David Colarusso: insegnante di fisica in Massachusetts, Colarusso aveva già partecipato a YouTube Spotlight, spazio dove gli utenti potevano indirizzare un video con una domanda a ogni candidato (anche in quella circostanza gli utenti non avevano potere decisionale sulle domande scelte).
All’indomani del dibattito Colarusso e alcuni utenti di YouTube decidono di creare una propria alternativa: il sito Community Counts dà a tutti la possibilità di votare i video realizzati. Il successo è stato tale da guadagnarsi l’attenzione dei media e di TechPresident, sito non-partisan che dal marzo scorso sta monitorando la campagna elettorale online.
Il progetto è stato sviluppato e ha trovato il sostegno di un gran numero di blog appartenenti a entrambi gli schieramenti e la sponsorizzazione di New York Times e MSNBC.
10Questions ha avuto il suo primo test ieri sera, durante il dibattito MTV/MySpace con protagonista Barack Obama: la domanda più votata è stata posta al senatore. Argomento: la net neutrality (vedi il video sopra).
Se si crede nell’intelligenza del singolo di fare domande valide, perchè non credere altrettanto nel giudizio collettivo per scegliere quali debbano essere poste ai candidati? Al momento i video sono 130 e i voti circa 48.000, provenienti da 16.000 utenti, ma l’aumento di questi dati è esponenziale e cresce di ora in ora.
Il lavoro di TechPresident e il largo supporto di cui gode il progetto saranno cruciali nel far sì che i candidati siano spinti a partecipare. Del resto, come rinunciare a un’altra opportunità di indirizzarsi a un pubblico di cittadini attivi e impegnati? La differenza è che stavolta i potenziali elettori potrebbero votare “pollice verso”.
update: la domanda più votata al momento del dibattito con il senatore Obama è stata quella sulla Net Neutrality. Tutto a causa della mobilitazione di Moveon.org. Una distorsione delle logiche di 10questions? Così la pensano Kate Phillips and Ariel Alexovich dal The Caucus del Nyt, cui risponde argomentando Joshua Levy di TechPresident. Ne sintetizza la stessa nostra Antonella sul suo blog. (as)
[...] forse il modello tacciato dai CNN-YouTube debates e da altre iniziative analoghe (per esempio 10Questions), i simpatizzanti possono inviare un loro video con domande, segnalazioni e proposte e ottenere una [...]
[...] 2007 avevamo parlato di 10questions, un sito collaborativo il cui obiettivo era raccogliere video con domande da porre ai candidati [...]