Ora che le elezioni politiche statunitensi si fanno imminenti e si moltiplicano le esposizioni in rete dei candidati, può essere opportuno guardare ad un’esperienza che rappresenta uno dei più riusciti esempi di politica on line che siano stati tentati ultimamente.
Il sito si chiama Opencongress, ha debuttato alcuni mesi fa e ancora porta lo stuzzicante marchio di “Beta” – a lasciarci intendere che molto di più e di meglio ci si potrà aspettare in futuro.
[La home page di Opencongress.com]

Quello che già c’è in realtà non è poco: è il Congresso degli Stati Uniti che si apre ai cittadini, affinché ognuno possa sentirsi un “insider”.
È possibile ripercorrere sul sito il percorso puntuale di ogni disegno di legge (bill), trovare informazioni dettagliate su senatori e rappresentanti – su ogni aspetto della loro vita pubblica. Esempio? Barack Obama.
Volete sapere chi ha sostenuto economicamente – e con quanti soldi – la campagna elettorale di questo o quel membro del Congresso? Si può sapere.
Volete sapere – se siete cittadini americani – qual è il vostro rappresentante? OpenCongress vi dice chi è il vostro eletto di riferimento e vi permette di mettervi in contatto con lui.
Volete seguire l’iter di una legge che vi sta particolarmente a cuore? Qui potete farlo, e anche in modo piuttosto raffinato, sottoscrivendo il feed rss che vi interessa.
Un progetto del genere comporta non solo un grande sforzo editoriale, ma anche un complesso di sinergie ed una consapevolezza matura dell’importanza del Web – come fonte di informazione (e di partecipazione) politica. OpenCongress si configura come uno strumento politico in senso alto, ovvero partecipativo, e dimostra di aver metabolizzato le logiche migliori del web 2.0.
In Italia c’è questa maturità e questa consapevolezza (nel web, nella politica e nella società)?
Ma OpenCongress ha anche una marcia in più: infatti, non ci dice solo tutto quello che c’è da sapere sul Congresso dal punto di vista istituzionale, facendoci sentire come se vi partecipassimo dall’interno. Ci accompagna anche attraverso le conversazioni che avvengono in rete relative al Congresso, accoglie i contributi, riflette il clima della blogosfera. Uno sguardo che dall’interno passa all’esterno, e viceversa. in uno scambio – si spera – virtuoso: niente più solo segrete stanze o solo piazze telematiche.
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