La politica non è solo mettere la faccia, ma anche fare nomi. Un mese fa raccontavamo del coverage crossmediale del New York Times per l’analisi interattiva dei debate elettorali delle primarie statunitensi (Analizzare un dibattito in Tv. Il giochino (serissimo) del New York Times).
Apparentemente grazie proprio a quella base dati dei transcript dei debate elettorali (quando si ha una base dati e fantasia e voglia di sperimentare!) un nuovo utilissimo modo di visualizzare le intenzioni (politiche e relazionali) dei candidati nei faccia a faccia – di fatto è la visualizzazione dei nomi dei candidati più citati da ogni candidato. “Names used by major presidential candidates in the series of Democratic and Republican debates leading up to the Iowa caucuses“: il prodotto giornalistico interattivo si chiama “Naming names” ed è stato ben concepito da Jonathan Corum and Farhana Hossain.
[Uno screenshot della visualizzazione in flash dei nomi usati nei debati presidenziali. Fonte: New York Times]

Il risultato è assai affascinante e di certo con molti margini di miglioramento quanto ad usabilità. In pratica la visualizzazione sembra ispirata alla logica dei rimandi ipertestuali in entrata e in uscita tipica del web evoluto. Le porzioni di semi cerchio sono i debate, e la ampiezza del semicerchio è data dalla quantità di parole utilizzate, le linee rosse e blu visualizzano le volte che un candidato ha fatto il nome di un altro.
Non potendo verificare tutte le fonti, solo una considerazione. E’ pur vero che, come dice l’avvertenza, dentro “Clinton” c’è anche il riferimento all’ex-presidente e marito, ma pare eclatante la centralità di Hillary Clinton nei dibattiti: tutti la citano, democratici e repubblicani indifferentemente. Anche solo nelle pratiche comunicative degli attori principali tutti fanno gara (e sponda) sulla senatrice. Qualcosa significherà?
[...] Il primo “giochino” consente di misurare a quanti dibattiti ha partecipato un candidato, quanto ha parlato e se ha nominato un’altro dei competitors. [...]
[...] parlando di scelte di coverage crossmediale ben fatto (lo abbiamo gia fatto in due occasioni, uno e due: sempre a riguardo dei debate), altre due segnalazioni 1. Political Geography: Iowa: dove i [...]