La politica è spesso una questione di aspettative. E i risultati vengono spesso interpretati più che sui numeri, matematicamente – sulla sorpresa o l’emozione di veder qualcuno avanti a qualcun altro (in questo aiuta molto il coverage horse-race dei giornali: in cui diventa tutto una specie di corsa di cavalli). Nessuno si aspettava Obama vincesse i caucus nello Iowa. E proprio per questo la sua vittoria ha fatto clamore. Tutti si aspettavano il senatore di colore, sull’onda del momentum, replicasse la performance nel New Hampshire (a proposito: come si pronuncia?) e invece, seppur di poco, è la Clinton a vincere. Si ribaltano i giochi, in una sorta di ottovolante emotivo che fa bello il meccanismo delle primarie. Lato repubblicano, primo McCain – dopo i deludenti risultati su Iowa e Wyoming. Una specie di ritorno alla normalità ? Forse.
Qui sotto i dati, ancora non definitivi, dallo speciale della Cnn (vai sul sito per le note: i del., per esempio, sono proiezioni).
Fonte grafici: Cnn Politics
Altra mia riflessione su Webgol: Hillary Clinton, il New hampshire e l’underdog effect
[...] Clinton, dopo la inattesa sconfitta nello Iowa, si prende la sua rivincita nel New Hampshire, rovinando il Momentum di Barack Obama – che in molti volevano già Presidente degli Stati Uniti [...]
[...] E’ oramai chiara la strategia elettorale del candidato democratico John Edwards: sfruttare lo svantaggio nei confronti di Hillary Clinton e di Barack Obama (svantaggio che lui rintraccia soprattutto nella disparità di fondi per la campagna, e nel differente trattamento da parte dei media) facendolo diventare un pregio. Insomma lui è un underdog (uno svantaggiato, un perdente – vedi anche questa riflessione di Antonio su Webgol riguardo alle primarie democratiche nel New Hampshire) e questa sua caratteristica viene sfruttata per immedesimarsi nel ceto medio americano e interpretarne desideri e frustrazioni. Ciò appare evidente in uno degli ultimi spot elettorali usciti poco prima del voto in New Hampshire. [...]