Ugly Betty voterà per Hillary Clinton.
America Ferrera, l’attrice che incarna la nerd più amata negli Stati Uniti (ma il telefilm fa impazzire anche i teenager italiani) regala all’ex first lady un colpo che vale doppio per la sua campagna elettorale. Un tale testimonial, infatti, può garantire un miglior posizionamento presso due target strategici, come i giovani e gli immigrati ispano-americani, finora riserva di caccia privilegiata di Barack Obama.
[America Ferrera nei panni di Ugly Betty]

I giovani di orientamento liberal sembrano propendere per Obama. E’ una fascia di elettorato ha disertato in buona parte le ultime consultazioni elettorali, ma proprio il fascino carismatico del leader democratico di colore li sta riavvicinando alle urne. Spindoc ha già raccontato le mosse messe in campo dalla Clinton per conquistare gli under 30.
Il sostegno della Ferrera può rappresentare l’arma più formidabile in mano a Hillary, tanto più che la “sfigata” Ugly Betty incarna la tipologia del teenager assennato che può anche dire cose sagge senza risultare per forza noioso.
Non a caso, la sua dichiarazione di appoggio alla senatrice democratica è sospesa in un equilibrio perfetto tra razionalità, emotività (ed un po’ d’impaccio):
“Queste elezioni sono troppo importanti perché si possa rimanere a guardare e ciò riguarda in particolare la mia generazione: credo che Hillary Clinton possa dare una svolta la Paese”
Come detto, però, il colpo può esser doppio. Perché America Ferrera è una star molto amata anche dalla comunità ispano-americana, per la quale rappresenta il simbolo dell’integrazione e del successo.
I “latinos” legalmente residenti negli USA sono circa 22 milioni (secondo le stime, almeno altri 12 milioni sono clandestini) e rappresentano una delle più importanti comunità del Paese. La loro concentrazione è forte soprattutto negli Stati del sud e della costa occidentale, dove il loro voto può essere davvero determinante.
In particolare, possono fare la differenza in Nevada, dove si vota domani 19 gennaio e dove chi ottiene l’appoggio degli ispano-americani può sfruttare un doppio effetto bandwagon: ottenere una vittoria simbolica che può influenzare il verdetto delle urne in altri Stati e accreditarsi come candidato preferito dagli elettori ispanici.
E forse non è un caso caso se anche Michael Bloomberg – in attesa di chiarire se e con chi scenderà in campo – sta già lavorando alacremente per conquistare i favori dei latinos.
[America Ferrera premiata come miglior attrice agli Emmy Awards]

La sfida per il voto ispano-americano si gioca quasi tutta in casa democratica. Nelle elezioni 2004, i latinos votarono in massa Bush (44% di consensi), che poteva vantare alcuni familiari appartenenti alla comunità (il fratello Jed Bush, governatore della Florida, è sposato con una messicana) e una minima conoscenza dello spagnolo da sfoggiare durante i comizi per blandire la folla. Ma ora i Repubblicani sono visti come nemici, anche e soprattutto per la loro politica di tolleranza zero verso l’immigrazione clandestina e la forte opposizione alla legge per il ricongiungimento familiare.
In campo democratico, ritiratosi il governatore del New Mexico Bill Richardson (di madre ispanica), ora le simpatie potrebbero facilmente convergere verso Obama, referente quasi naturale delle minoranze etniche – per le origini africane e il suo stile kennediano. Tuttavia, Hillary Clinton sta giocando in modo molto intelligente le sue carte.
Un esempio? Qualche giorno fa, i giornali stigmatizzarono la presunta gaffe di Hillary su Martin Luther King – in cui la ex-first lady sembrava sottovalutare l’impatto delle idee del leader di colore. Secondo molti analisti politici, però, le frasi pronunciate dalla senatrice dello Stato di New York sarebbero parte di un piano per separare Obama dalla comunità ispanica. Costringere Obama ad ergersi a paladino degli interessi dei neri, potrebbe in qualche modo aumentare le diffidenze degli ispanici nei confronti del senatore dell’Illinois. La Clinton, inoltre, può vantare di aver preso a cuore la riforma della legislazione sull’immigrazione (che aveva interessato già il marito Bill, amatissimo dai latinos) e accusa i Repubblicani per lo stallo che caratterizza la discussione sul tema.
In questo quadro, l’appoggio di Ugly Betty potrebbe rappresentare davvero un punto decisivo.
La ciliegina sulla torta sarebbe una dichiarazione di sostegno da parte dello stesso Bill Richardson, il quale però nicchia. O meglio, resta ancora alla finestra per capire chi – tra Obama e la Clinton – saprà offrirgli di più.
[...] Perchè l’appoggio della “sfigata” più famosa della tv può fare la differenza nella corsa alla leadership del team eletorale democratico per la Casa Bianca? Lo spiego in un mio intervento su Spindoc. [...]
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[...] sembrano propendere sin dall’inizio della campagna per Barack Obama, gli ispanici manifestano maggiori simpatie per Hillary Clinton. Restano in ballo le donne che, almeno teoricamente, dovrebbero preferire il [...]
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[...] per vincere: donne, giovani, neri e ispanici. Tra i colpi a maggiore effetto: Ugly Betty per portare i voti ispanici e giovanili alla Clinton, e Oprah Winfrey per conquistare l’elettorato femminile e nero alla causa di Obama. E oltre [...]