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tag: Internet, Primarie, USA, azioni e scommesse, crossmedia, videogame

Political futures. Quando la politica è un “valore” (quotato in borsa).

Se avete un po’ di soldi da investire e siete stanchi dei soliti BOT e CCT, allora – tanto per cambiare – provate a comprare qualche azione di Hillary Clinton, di Barack Obama, di John McCain o di Rudy Giuliani. Se siete interessati, vi sarà molto utile sapere che al momento i titoli dell’ex first lady sono in forte ascesa, mentre quelli dell’ex sindaco di New York stanno scendendo rovinosamente.

Dilaga negli Stati Uniti la mania dei political futures, titoli borsistici con i quali si scommette sulla vittoria dei vari candidati alle primarie presidenziali 2008. Il meccanismo è lo stesso dei futures tradizionali, cioè le azioni che prevedono la quotazione di alcuni beni o servizi nel corso del tempo. I più celebri sono, ad esempio, i futures sul greggio, che servono a determinare il costo dei barili di petrolio anche a distanza di mesi dal momento della contrattazione.

I political futures puntano sulla vittoria dei vari candidati, sulla composizione del team presidenziale e addirittura sul nome del prossimo inquilino della Casa Bianca. Le quotazioni dei titoli sono fatte direttamente dal mercato, cioè dal gioco degli scambi, dalle speculazioni, dagli orientamenti degli investitori. Ovviamente si possono vincere e perdere soldi reali, e quindi si tratta di una vera e propria borsa virtuale basata su titoli azionari di natura politica. I compensi possono essere riscossi a scadenza (e quindi a elezioni chiuse) o quando le azioni salgono e diventa quindi conveniente venderle.

La “piazza” più quotata è quella gestita da Wall Street Journal con il sito dedicato ai prediction markets politici, che raccoglie offerte e domande di political futures, determinando in automatico il valore di ogni contratto e segnalando a quale prezzo e a quali quantità è più conveniente vendere o comprare in un dato momento. Questo strumento – soprattutto grazie alla straordinaria quantità di investitori che frequentano il sito e al volume degli investimenti – è diventato ormai un vero e proprio termometro elettorale, per comprendere e prevedere gli orientamenti di voto. Come un sondaggio, anche se senza aspettative scientifiche. In pratica: più il future costa caro, più il politico è “quotato” per vincere. Il bello è che spesso funziona.

Al borsino telematico del Wall Street Journal, si aggiungono il portale Intrade.com, che offre schede dettagliate sui candidati e sull’andamento azionario, l’Iowa Electronic Market, ideato dalla University of Iowa con finalità di ricerca, e Bet2give prediction market, dove si gioca anche con soldi veri, ma i premi vanno tutti in beneficenza.

Discussion

3 comments for “Political futures. Quando la politica è un “valore” (quotato in borsa).”

  1. OUR MOMENT IS NOW!

    BARACKOBAMA.ILCANNOCCHIALE.IT

    Posted by Obama | gennaio 23, 2008, 20:54
  2. [...] aveva scritto anche il nostro Germani il 23 gennaio [...]

    Posted by Spindoc | Political Futures. Il mercato delle previsioni politiche per Slate | febbraio 21, 2008, 03:06
  3. [...] Commenta Oltre alle scomesse, anche la “borsa” politica, con tanto di futures: qui un approfondimento di qualche settimana fa su Spindoc. Qui uno speciale su [...]

    Posted by Spindoc | Bookmaker e elezioni. Il tabellino delle “scommesse” politiche. | febbraio 25, 2008, 07:41

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