Oggi Romano Prodi decide di andare al Senato – per chiedere il voto di fiducia (motivato e esplicito) sul suo governo pericolante.
Tra sputi e litigi, è un pomeriggio (piuttosto delirante) di dichiarazioni di voto e interventi programmati. In cui anche Internet ha avuto (sta avendo) un ruolo.
1. Innanzitutto un ruolo di coverage informativo.
Alle 18.00 è annunciata la diretta televisiva dalla Rai, con la replica del Presidente del Consiglio Prodi. Il presidente Marini avverte i senatori di tenere conto della presenza della diretta, “abbiamo l’attenzione della nazione“; e quindi di rispettare i tempi e moderare i termini.
Ma in realtà una parte degli italiani già stava seguendo in diretta i lavori del Senato! Grazie alle molte dirette video disponibili via Web. Diretta peraltro prodotta dalla Web tv del Senato e ripresa da tutti i player giornalistici italiani dotati di strumenti multimediali: dai quotidiani Repubblica.it e Corriere.it alle all news Rai News 24 e Sky Tg 24, fino alle (classiche) dirette radio di Radio Radicale.
[Screenshot del player del Corriere.it, una delle tante fonti che hanno offerto la diretta dal senato]

Difficile fornire dei dati precisi. Ma, durante il pomeriggio, vi sono state reiterate difficoltà a visualizzare correttamente i siti che offrivano la diretta via Web. Indicatore – rozzo quanto si vuole – che erano in molti a cercare di accedere ai player di streaming per seguire i lavori e gli interventi: lo stesso sito Web del Senato è stato più volte down, così come, per esempio, Radio Radicale.
2. Quindi un ruolo di partecipazione e commento live.
Sulla Rete la singola persona non è mai solo audience passiva. E sempre più ormai, anche mentre guarda una diretta televisiva più o meno tradizionalmente prodotta e distribuita come in questo caso (in streaming), ha strumenti e luoghi in cui discutere, commentare e scambiare informazioni da molti a molti.
L’audience (anche televisiva), se sta sul Web, ha facoltà di chiacchierare al proprio interno, tra appartenenti alla audience stessa.
Scambiare una battuta con il proprio vicino di Web – come fosse di poltrona (o di sedia di bar).
[Una schermata di Twitter, con commenti alla diretta del Senato]

E strumenti di microblogging come Twitter diventano luogo ideale in cui far convergere questo bisogno di commento “sociale” e condiviso (e di cazzeggio, certo).
Peraltro uno strumento che è molto più fluido e facile da seguire nel suo flusso di aggiornamento dei “classici” luoghi di discussione come forum e chat.
Che rende divertente persino il politichese dei senatori. Quasi quasi, se gli eventi (e gli stili), non fossero tragici ci sarebbe da condividere la battuta di la_mae: “proporrei una crisi di governo a settimana. ogni giovedì sera. come il vero gf“.
Update 20.40: questa è stupenda. E anche questa “cresciuta” all’interno della discussione su Twitter di questo pomeriggio. La millantata poesia di Neruda con la quale Mastella ha iniziato la sua dichiarazione di voto pare non essere di Neruda – ma un apocrifo che gira in Rete. Lo ha scoperto Lia di Haramlik.
si ma aggiungimi a twitter!!! hauaha
[...] Giusto per tener traccia, scritto al volo; l’ho messo su SpinDoc: In diretta dal Senato. Tra Web Tv e coverage in 140 battute. [...]
hai elaborato il mio pensiero, quando son tornata a casa oggi mi sono collegata e ho pensato “mo’ leggiamo twitter e vediamo è successo nel mondo” e la giornata politica di oggi era tutta lì
La migliore diretta del giorno è su Excite, dove ci sono i commenti veri con emozioni “veri” di uomini “veri” quali non se ne troveranno mai su Twitter. Razzisti, fascisti e fondamentalisti come ne abbiamo noi non ne ha nessuno, a parte il Paese.
[...] Parole Chiave:Mentre ascoltavo distratto la diretta della (s?)fiducia al Senato di Prodi e vedevo i commenti su Twitter mi è venuta voglia di prendere la chitarra e suonare un vecchio pezzo blues che ho scoperto da [...]
@daniela: vero, grazie :)
Diego: a trattare il tema delle dirette “testuali” non c’era gara, e lo sai :)
(ma, con le dirette web così diffuse e fruibili, le dirette testuali non tendono piano piano a perdere un po’ di senso? così, la butto lì)
server senato e governo giù in un colpo solo.
dovere di cronaca.
Secondo me non necessariamente. In fin dei conti non tutti hanno la possibilità di ascoltare o vedere una diretta sul computer (e parlo cmq di persone che col computer ci lavorano tutto il giorno).
Oggi per esempio ho lavorato da casa e ho tenuto aperta la finestra con la diretta di Excite [poi - e questo è meno tipico - comunicando coi miei colleghi via skype, ogni tanto inviavo loro qualcuno degli aggiornamenti (banalissimo copia e incolla testuale, eh)].
Insomma, in questo caso, oltre alla possibilità di fruire di una diretta web, entra in gioco il fattore “dinamiche lavorative”.
Grazie simone per la conferma (che so da fonti sicure)
Antonella: grazie, contributo molto utile!
[...] solo due parole sulla copertura – da parte dei media – del voto al Senato. Antonio Sofi su SpinDoc mette in evidenza il ruolo svolto dal web: sia per la diretta video (prodotta dalla Web Tv del [...]
[...] dimestichezza con le sue trasmissioni, in generale, come vuoi che segua la diretta dal Senato? Su Twitter, la segue. Che ieri era un po’ come quando si segue il Mondiale di calcio su Radio Popolare e colmava [...]
@Antonella: hai fatto centro. In un ufficio con decine di pc sulla stessa rete lo streaming video è spesso inaccessibile.
Oltrettutto, come ben segnalato anche qui da Antonio e Simone, in casi di affollamento mediatico come la giornata di giovedì molte fonti video erano sovraccariche.
Poi se alla diretta testuale si affiancano foto, link (interni ed esterni) e commenti dell’utenza il gioco è fatto. Bene (anzi benissimo) per le potenzialità della banda larga, insieme, se utile e possibile, agli strumenti base di un buon blog. Chiudo l’OT :P
;)
[...] del governo Prodi al Senato, ad accentuare la spettacolarizzazione: in un approfondimento di Spindoc si mostra come la copertura mediatica della caduta di Prodi sia stata maggiore rispetto a quella [...]