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tag: Barack Obama, Elezioni Presidenziali, Primarie, USA, demografia e statistica

Vorrei la pelle nera (ma non troppo). L’elemento “razziale” nella campagna di Barack Obama.

Gli ultimi poll in vista del confronto di sabato in South Carolina – dove gli elettori di colore sono molto numerosi – danno Barack Obama vincente sulla Clinton per la conquista degli afroamericani: il 59% voterebbe per il senatore dell’Illinois e solo il 31% per l’ex first Lady. Un dato legato alle crescenti simpatie per un candidato colored che – soprattutto dopo l’exploit in Iowa – sembra poter davvero realizzare il sogno del primo presidente nero della storia degli Stati Uniti. Pesano, inoltre, anche le gaffe razziali di Hillary Clinton, come la sue recenti controverse dichiarazioni sulla figura di Martin Luther King. Alcuni analisti pensano che una vittoria in South Carolina porterebbe definitivamente la maggioranza dell’elettorato black ad appoggiare Obama, facendo decisamente aumentare le sue quotazioni per la vittoria delle primarie.

Barack Obama

C’è invece chi la pensa diversamente. Con Hillary Clinton in vantaggio “psicologico” sul rivale: in qualunque modo si orienti il voto dell’elettorato black, per lei sarà infatti comunque una vittoria. Se gli afroamericani voteranno per lei, avrà dalla sua parte il sostegno di una minoranza “pesante”. Se invece voteranno per Obama, questo rischierà di trovarsi con un pugno di voti in più, ma elettoralmente ghettizzato.

Dall’inizio della campagna elettorale, il senatore dell’Illinois punta a presentarsi come un “nero che non è esattamente nero“.
L’elemento razziale resta sempre sullo sfondo dell’immagine che Obama vuole proiettare di sé. Proponendosi infatti come candidato di tutti, moderno, cosmopolita e cittadino del mondo: e non solo come il candidato dell’elettorato di colore.

Gli ultimi eventi (la polemica con la Clinton, il crescere dell’entusiasmo per una presidenza black, le contrapposizioni con altre minoranze) stanno però riposizionando l’immagine di Obama. Se i neri del South Carolina voteranno in massa per lui, il rischio concreto per il senatore è quello di apparire “troppo nero”. Con l’effetto di complicare le “comunicazioni” non solo con l’elettorato “bianco” o con i classici e tradizionali WASP, ma anche con le altre “minoranze” elettoralmente significative – come gli ispanici per esempio, di cui abbiamo già parlato in riferimento all’appuntamento nel Nevada. Nonché con la borghesia nera, che si sente integrata nel tessuto civile ed economico, e non vuole sentire parlare di contrapposizioni razziali.

In ogni caso, non è scontato che gli afroamericani voteranno compatti per Obama. Il senatore dell’Illinois non è sentito da tutti come parte integrante della comunità nera – che oltretutto è fortemente spaccata al suo interno. Infatti, voteranno sicuramente per Hillary molti neri poveri che devono a Bill Clinton una legislazione che garantisce maggiori tutele in campo sanitario, la upper class nera affascinata dalla maggiore concretezza dell’avvocato Hillary Rodham Clinton e le donne afroamericane, che preferiscono il sogno di una donna alla guida del mondo e non amano l’appeal “macho” di Obama. Ne sa qualcosa Oprah Winfrey che, dopo aver pubblicamente sostenuto la candidatura di Barack Obama, è stata ferocemente accusata di “tradimento” nei confronti delle donne nere, le quali bersagliano il suo sito personale di insulti e critiche – come ha raccontato il Times.

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