Altri approfondimenti crossmediali sull’ultimo State of the Union address di George W. Bush.
Come anche per gli altri anni c’è chi ha calcolato le occorrenze delle parole del discorso – visualizzandole (come ormai classicamente nel web 2.0) in una tag cloud. (lo avevamo fatto anche noi, forse i primi in Italia, per il discorso di candidatura al Pd di Walter Veltroni al Lingotto di Torino). E’ come sempre un ottimo modo per avere una idea un po’ superficiale ma veloce e d’insieme di lunghi discorsi.
Peraltro le visualizzazioni e i marchingegni interattivi sono ogni giorno più raffinati. C’è per esempio la bella e semplice pagina del Time (uno screenshot è visibile qui sotto: la seconda parola dopo “America” è “Iraq”)
[State of The Union Address di George Bush. Le parole più usate nella visualizzazione del Time]

Oppure uno degli straordinari marchingegni interattivi (ne abbiamo parlato altre volte per i debate elettorali, e nessuno sa bene come chiamarli: io li chiamo prodotti crossmediali) offerti dal New York Times.
Puoi cercare le parole usate da Bush in questo e nei precedenti discorsi allo State of the Union; (più o meno 5000 parole di media, per un totale di 34.000 parole) e poi per esempio vederle nel contesto della frase: vivamente consigliato se sei political addict.
Per esempio, una curiosità: vuoi sapere quante volte Bush ha detto Italy in 7 discorsi? Una volta, nel 2004.
[State of The Union Address di George Bush. Lo strumento interattivo del NYT]

Infine chiude la carrellata la divertente pensata di Max Follmer su The Huffington Post. Una sintesi in 100 parole del discorso – ottenuta con il sistema “autosummarize” di Microsoft Word. Il bello è che funziona.
un vocabolario tra il fondamentalismo religioso, fanatismo patriota e il militarismo più sfrenato.