The politics of hope does not mean hoping things come easy. Because nothing worthwhile in this country has ever happened unless somebody, somewhere stood up when it was hard; stood up when they were told – no you can’t, and said yes we can. (Obama’s speech 12 febbraio)
Altro che momentum – qui sta diventando una onda quasi inarrestabile: che sta travolgendo tutto e tutti. Barack Obama è diventato uno tsunami per Hillary Clinton che perde senz’appello le tre primarie di ieri: Virginia, Washington D.C. e Maryland (e poi Senator Obama addressed a crowd of nearly 20,000 in Madison, Wisconsin: vedi post nel suo blog).
Questi i risultati in Virginia, Washington DC e Maryland, da CNN Politics
Ora la soglia è stata passata – secondo molti commentatori: Obama is winning. E non è più questione di delegati (ma la stessa CNN, accusata di fare i conti in un modo un po’ troppo clintoniano fa segnalare il sorpasso, come da grafico qui sotto) o di chi è davanti secondo il punto di vista da cui ne osservi la campagna, o ancora di superdelegati e di sistemi proporzionali – che comunque tengono Hillary Clinton ancora in gioco. Non è più questione di matematica, ma di politica.
(E forse alla Clinton un po’ di underdog fatto bene gioverebbe, cercando di rinfocolare il counter-hype, l’eventuale rigurgito di chi è magari infastidito dal troppo successo del senatore dell’Illinois)
Il conteggio dei delegati secondo CNN Politics. Obama supera Clinton
[...] aprono siti per la campagna elettorale (ormai) in corso, e dall’altra parte dell’oceano Obama is winning (e al di là dello slogan c’è poco in comune tra questi due eventi), questa sera mi [...]