Il culto della personalità di super Obama secondo Christian Rocca.
«L’obamamania, in sostanza, è a un passo dall’essere un vero e proprio culto della personalità, la versione YouTube dell’adulazione fanatica e totalitaria del leader divino che libera, redime e salva le masse».
(e questa foto vale mille parole)
Condivido appieno l’articolo di Rocca. Ieri ho sentito che molti direttori di giornali USA sono alle prese con una vera e propria “obamamania” che colpisce tutti gli inviati al seguito del senatore nero. I giornalisti, ormai, sono completamente sbilanciati a favore di Obama, infatuati della sua retoria e del suo carisma, e non si riescono più ad essere imparziali nella stesura di articoli. Oggi, invece, mi ha molto colpito questa intervista alla diva Scarlett Johansson, che contiene delle dichiarazioni a dir poco spiazzanti. Qualcosa che potresti sentire da una giovane novizia innamorata della sua missione al servizio di Dio: “Quando l’ho visto la prima volta sono rimasta a bocca aperta»; “Non chiama solo quelli importanti o che gli danno molti soldi. Barack trova il tempo per chiamare gente comune che magari ha dato poco ma era tutto quello che poteva. Comunque, mi chiama e mi chiede se volevo dare una mano in Iowa. Mi sono sentita molto lusingata e ho subito detto di sì con entusiasmo”; “nei confronti di Obama provo un senso di fiducia che non ho mai sentito nei confronti di nessun altro politico. Ho fiducia nel tipo di scelte che farà e mi conforta il sapere che le sue non saranno necessariamente le scelte più popolari”.
A proposito del “noi” di Barack Obama e di Walter Veltroni…
Ho letto l’articolo di Joe Klein sul “Time”…parla di “WE are the CHANGE we SEEK” e poi “It’s different not because of me. It’s different because of you”…
Joe Klein dice che tutto ciò è autoreferenziale…Dice che tutta la campagna elettorale di Obama è centrata su quanto essa stessa sia meravigliosa…
Veltroni è partito pcon il suo pullman per guardare negli occhi noi italiani in ogni provincia…
Mi chiedevo se il “noi” tanto usato anche da Veltroni vada nella stessa direzione…cioè…centrare tutto sul desiderio di cambiamento piuttosto che sulle tematiche specifiche…l’altra sera, anche a “porta a porta”, Veltroni fece capire che non ci si deve far dividere dai grandi temi, ma pensare a costruire concretamente l’Italia…
Anche Veltroni mi sembra che stia facendo passare quest’idea un po’ “messianica”, come se QUESTO e solo questo fosse il momento giusto, QUELLO in cui qualcosa può cambiare davvero…qualcosa può essere finalmente diverso, speciale…
La campagna italiana sembra un po’ evocare quella americana…o no?
“Yes, we can!” ovvero “Si può fare!!!!”….
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