Endorsement politico. La nobile arte della “raccomandazione”. Per saperne di più leggi l’approfondimento di Emiliano Germani.
Qualcuno mi dica chi ho endorsato
“In recent days, there is a sense of movement and a sense of spirit. Something is happening in America and people are prepared and ready to make that great leap“. Sono parole del Rep. John Lewis, superdelegato che aveva fin da ottobre pubblicamente endorsato Hillary Clinton e black leader dei diritti civili. Il New York Times spara: ora endorsa Obama. E invece non è sicuro né Obama né lui stesso, che un po’ smentisce. La cosa produce però un titolo notevole, mirabile sintesi della incomunicabilità dei tempi moderni: “OBAMA ISN’T SURE LEWIS ENDORSED HIM“.
Non si capisce che ci stanno a fare
I superdelegati non devono cambiare il voto del popolo. Questo il messaggio di Barack Obama e degli obamiani. Thomas E. Mann e Norman J. Ornstein sul NYT: “To have a nomination settled in this way is a bit like having an election settled by a 5-4 vote of the Supreme Court” e un sito tutto dedicato al tema.
Non si capisce che ci stanno a fare 2
Anche l’ultima mail dalla campagna di Obama, firmata David Plouffe, insiste sul concetto “We firmly believe that the candidate who has won the most pledged delegates — the result of having more voters in more places supporting your campaign — will be the Democratic nominee“. Poi però tirano fuori una idea che fa tanto vecchia politica in salsa social: Share Your Story with Superdelegates. Come ho scritto a caldo: non mi piace.
L’interattività del giorno
Dopo quella pixelata di ieri, questa del WP di oggi, più classica.
Facebook, as well as other Internet connectors such as Twitter and “widgets,” are being used beyond their original intent of simply finding and connecting friends. [...] They produce shared enthusiasm among the wired millions, creating a new consensus about the future. They can trigger an open subversion of powerful institutions and political elites, helping to level society. (CSMonitor, via Lasica)
D’acccccordo?
Le mail di Hillary Clinton sembrano spedite da Vanna Marchi: ogni due parole c’è il link alla pagina delle donazioni. E il suo blog sembra il deserto dei Tartari, tra un po’ lo abbandonano come un qualsiasi blog emo su Splinder.
The most powerful political consultant
Si chiama David Axelrod, è il capo degli strateghi di Obama, e sembra avere il riportino. Poco altro però emerge di succoso: «The Obama staff is reluctant to divulge details of how the campaign operates day to day». Bisogna aspettare i libri di fine campagna.
Neologismo del giorno
Obammamia
E’ così scontata che la gente si vergogna a dirla
“Qual è il candidato Usa preferito da Al Qaeda?”
“Non lo so”
“Obama Bin Laden!”
“Ah”
(via il blog di Gago)
Primi vagiti tricolori
- Il PD NetWork ha 7168 membri e sarebbero di più se per aderire non si dovesse passare per il Cannocchiale, con un meccanismo un po’ troppo unfriendly. Dall’altra parte il Popolo della libertà ha una pagina in cui il popolo della libertà, purtroppo, parla – con una decina di imbarazzanti video-interviste alla gggente: roba da televisione locale a dir tanto. L’America è distante eoni.
Daily round torna lunedì. Per link e segnalazioni: antonio.sofi su gmail.com
[...] obammamia, altri neologismi targati Barack Obama: Barackstar, Obamania, Omentum, ecc. “A name that [...]