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tag: Barack Obama, Hillary Clinton, Primarie, USA, consulenza politica, elezioni, grafica e manifesti

What font says? La grafica delle elezioni USA

Analisi comparativa dei loghi presidenziali. Questa volta però a fumetti. E’ il divertente comic di Ward Sutton, tutto da leggere

Nella comunicazione della propria immagine politica (intendiamoci: niente a che vedere con il mero look, il colore della cravatta o la lunghezza della gonna), anche le scelte grafiche possono contare; hanno facoltà – se ben concepite – di raccontare attraverso un carattere tipografico un carattere “politico” e di leadership. Raccontare qualcosa di sé – che rimanga e si amplifichi ad ogni “incontro” comunicativo di campagna (e sia esso online o offline).

Typography and elections. I loghi dei candidati Usa
Tipografia ed elezioni. I loghi dei candidati Usa

Un’altra interessante analisi (con ulteriori dettagli e informazioni) è quella, più recente, dei tipi di DeviceNineSix: Candidate Review. Who can color?. Uno splendido passaggio sul logo di Obama mi fa notare che è tutto come una “O” e che “Obama ‘08″ricorda un palindromo.

Segnalo a questo proposito un sintetica ma efficace analisi di Sam Berlow and Cyrus Highsmith sul Boston Globe di quasi un mese fa (così inizio a smaltire le segnalazioni in arretrato che ho, e che hanno ancora senso). Il titolo è What font says ‘Change’?. Vediamo qualche considerazione. Partendo ovviamente dai due maggiori protagonisti di queste splendide e inedite primarie: Hillary Clinton e Barack Obama.

Il logo di Hillary Clinton
Hillary Clinton. Campaign logo.Sul logo della ex first lady i due autori dicono: «Hillary Clinton’s type palette is far from fresh and colorful; it is begging for legitimacy instead of demanding respect. It projects recycled establishment. The Hillary logo has the look of an ’80s newspaper layout or an investment company».
La grafica sembra quella di un quotidiano anni ’80, e sa troppo di “establishment riciclato”. Poca freschezza, poco coraggio. In un certo senso (aggiungo io) la promessa di personal touch della scelta del solo nome sul logo ufficiale (“Hillary”) non è stata mantenuta dalla grafica intorno.

Il logo di Barack Obama.
Barack Obama. Campaign Logo.Su quello del senatore di colore: «Obama’s type is contemporary, fresh, very polished and professional. The serifs are sharp and pointed; clean pen strokes evoke a well-pressed Armani suit. The ever-present rising sun logo has the feeling of a hot new Internet company. His sans serifs conjure up the clean look of Nike or Sony.» Il logo raffigurante un “sole nascente” sembra quello di una internet company – e altri rimandi evocativi: Armani, Nike, Sony. Assai positivo insomma il giudizio dei due esperti (difficile non concordare).

Il logo di John Maccain
John McCain. Campaign logo.Questo invece il giudizio sulla grafica del nominee repubblicano: «The military star centered and shadowed is a not-so-subtle touch. Everything about this logo says you can buy a car from this man. From the perfectly centered star to the perfectly spaced type, the entire design looks like a high-end real estate company.». E’ tutto orientato a comunicare affidabilità: tutto di questo logo ti suggerisce che potresti comprare un auto usata da questo uomo. Tutto centrato, tutto moderato.

Opinioni, ovviamente. Ma spesso il minimo dettaglio conta.

(continua… prossima puntata “grafica”: il sito di Barack Obama.)

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