Oltre alle scomesse, anche la “borsa” politica, con tanto di futures: qui un approfondimento di qualche settimana fa su Spindoc. Qui uno speciale su Slate.
Negli USA, anche gli analisti politici più famosi ormai non possono fare a meno di gettare quotidianamente un occhio al tabellino dei bookmaker. D’altronde, con le sue decine di migliaia di aficionados e con un giro di affari superiore ai 50 milioni di dollari, il mercato delle scommesse sui candidati alle primarie presidenziali 2008 è uno degli indici più attendibili per capire come sta andando il race elettorale.
Il sito più consultato è Bestbetting, che offre medie ponderate tra le quotazioni dei principali bookmaker internazionali.
Interessanti le quotazioni sulla corsa alle primarie in casa democratica. Crollano le quotazioni di Hillary Clinton a febbraio, la cui vittoria è stimata con una probabilità inferiore al 15% e che verrebbe pagata praticamente 5 contro 1 (cioè se si scommette su di lei, in caso vinca le primarie si ottiene 5 volte la puntata). Barack Obama, invece, è stimato con probabilità di vittoria superiori all’80% e la scommessa sulla sua vittoria è quotata 0 contro 1 (praticamente non paga nulla).
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