La prima parola d’ordine pare essere “lavoro”. il Pd prova a occupare comunicativamente questo tema.
Walter Veltroni sceglie le issues di campagna, che son cose diverse dal programma integrale presentato qualche giorno fa (e impaginato sul web con davvero poco appeal: si poteva fare meglio). Issues intese come temi cardine intorno ai quali ruoterà la campagna – anche dal punto di vista comunicativo.
«Il partito del lavoro, dell’Italia che produce» titola il sito del Pd nella sua copertina ad aggiornamento giornaliero (buon lavoro, ma la ventina di aggiornamenti al giorno del blog di Obama sono lontanissimi: e il ritmo di campagna online spesso lo dettano gli altri, o i quotidiani). «Il Pd è il partito dell’Italia che lavora» titola il Corriere.it. «Gay e giovani nel partito del lavoro» secondo la Repubblica.
Era una intenzione quasi visibile già dal discorso del 16 febbraio scorso visualizzato in una tag cloud. Come annotavo io: «Lavoro + lavoratori da 19 a 27: sarà la issue n° 1 di campagna?».
Il messaggio sembra passato, a leggere le reazioni.
Segnale – debole quanto si vuole – che la issue è ben scelta (anche se difficile e molto appetita e combattuta, anche da sinistra): e produrrà i suoi frutti politici se sarà supportato da atti concreti (come le candidature giuste).
Ciao Antonio, io credo che Veltroni cerchi di “rubare” il tema del lavoro perchè il il suo bacino elettorale più interessante è alla sua sinistra (9,5%) e deve recuperare il voto degli indecisi. Qui http://minipolitica.wordpress.com/2008/02/26/sondaggi-a-confronto-dove-berlusconi-e-veltroni-possono-trovare-voti-nuovi/ una mia rflessione. Ciao