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tag: Italia, Romano Prodi, Silvio Berlusconi, discorsi e dibattiti, elezioni, partiti politici, videopolitica

Confronti politici in TV. Arriva il “dibattito multiplo”.

La campagna elettorale italiana è entrata nel vivo, e dopo le varie bagarre tra apparentamenti e gestione di alleati più o meno scomodi, nelle ultime 6 settimane diventerà cruciale ogni singola apparizione dei candidati.

Quanto più si avvicina il momento del voto, tanto più uno scivolone, una gaffe, una parola sbagliata, rischia di spostare intenzioni di voto incerte.

La commissione parlamentare di vigilanza aveva escluso un paio di giorni la possibilità di organizzare dei faccia a faccia tra gli 8 candidati alla presidenza Nelle intenzioni della commissione, e in particolare nella bozza presentata dal presidente Landolfi, gli strumenti a disposizione dei candidati sarebbero stati “solo”

    - tribune elettorali;
    - interviste dei rappresentanti di lista;
    - conferenza stampa dei candidati premier.

Al termine di due giorni di lavori parlamentari, il dibattito, inizialmente escluso, è stato reintrodotto.

Reitrodotto il dibattito, appunto. Ma con difficoltà. Visto che organizzare faccia a faccia a due candidati per volta avrebbe comportato 45 incontri, ed il tutto sarebbe stato più simile ad un torneo sportivo che ad una serie di sfide pre-elettorali, l’orientamento della commissione va nel senso di una tribuna multipla alla quale parteciperanno tutti i candidati premier.

Dal testo approvato ieri dalla commissione

Più specificamente dal regolamento completo emerge che:

  • «Tribune televisive e radiofoniche, ciascuna di durata non superiore ai quarantacinque minuti, organizzata con la formula del confronto tra un numero di partecipanti compreso fra tre e sei, e di norma, se possibile, fra quattro partecipanti».
  • «conferenza-stampa ha la durata di sessanta minuti ed è trasmessa tra le ore 21 e le ore 22,30 su RAIUNO, a ciascuna di esse prende parte un numero uguale di giornalisti, entro il massimo di cinque».
  • «Negli ultimi dieci giorni precedenti il voto la RAI organizza e trasmette su Rai Uno, tra le 21 e le 22,30, una trasmissione, in diretta, di confronto fra i candidati premier, della durata di novanta minuti, in condizioni di parità di tempo, di parola e di trattamento, avendo cura di evitare la sovrapposizione oraria con altri programmi a contenuto informativo».
Il set del dibattito televisivo delle elezioni del 2006 tra Prodi e Berlusconi
Il set del dibattito televisivo delle elezioni del 2006 tra Prodi e Berlusconi

L’esperimento del dibattito faccia a faccia era già stato tentato nella precedente consultazione elettorale del 2006, quando i candidati premier erano solo due, Romano Prodi e Silvio Berlusconi, ma le regole non avevano fatto sì che fosse percepito come una particolare novità – e il riferimento erano ovviamente i debate elettorali degli Stati Uniti.

Anche negli Stati Uniti il progressivo “ingessamento” dei dibattiti ha lo stesso esito, di renderlo un innocuo strumento utile solo a presentare un candidato al pubblico.

Nel 2006 il luogo del dibattito si era infatti configurato come un luogo, da un lato, “non neutro” (uno studio Rai), ma dall’altra asettico non solo per la mancanza di pubblico, ma anche per l’assenza di qualunque connotazione – simbolica e non – del luogo preciso in cui si stava svolgendo. I confini dell’evento e la sua connotazione erano del tutto in mano al conduttore (e mediatore), il quale – anche per una questione di locazione fisica (tra i due candidati e non davanti a loro) – non ha potuto che svolgere la funzione di “ratificare” gli aggiustamenti alle regole più che di imporre un loro effettivo rispetto.

Questi elementi, aggiunti come detto all’assenza di pubblico, ha reso la formula dei dibattiti del 2006 a tutti gli effetti poco più che due comizi in parallelo. Episodi di routine e non di rottura nei confronti dell’intera campagna, e hanno poco condizionato la possibilità per uno dei candidati di emergere o differenziarsi dall’altro.

Vedremo cosa succederà con il dibattito multiplo. Il rischio forse moltiplicato che le troppe regole ingessino la comunicazione (o, come si dice a Roma, facilitino il “buttarla in caciara”).

Discussion

3 comments for “Confronti politici in TV. Arriva il “dibattito multiplo”.”

  1. i dibattiti del 2006 furono davvero comizi in parallelo, però qualcosa di decisivo accadde: l’annuncio di Berlusconi di voler abrogare l’ICI, autentico colpo di scena finale.

    Posted by L'Uomo Qualunque | marzo 1, 2008, 11:09
  2. [...] scriveva la nostra Valentina venerdì scorso (Confronti politici in TV. Arriva il “dibattito multiplo”), segnalando le nuove regole circa i dibattiti televisivi approvate dopo due giorni di lavoro dalla [...]

    Posted by Spindoc | I dibattiti televisivi? La migliore regola è nessuna regola. | marzo 3, 2008, 21:09
  3. [...] tra regolamenti da una parte troppo vaghi, dall’altra troppo restrittivi e veti incrociati (in parte politici [...]

    Posted by Spindoc | Alla ricerca del (video)spazio perduto. Sul Web. | aprile 2, 2008, 00:15

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