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I dibattiti tv? La migliore regola è nessuna regola.

La miglior regola è nessuna regola.

E’ la sintesi (qui condivisa a livello teorico) di Juan Antonio Giner circa la vecchia questione sulle regole di un dibattito televisivo. Il riferimento è al debate del 26 febbraio scorso sulla Msnbc tra Clinton e Obama. Argomenta Giner la sua posizione: «So, just two journalists confronting two politicians. Just two journalists, Williams and Tim Russert, NBC News’ Washington bureau chief, and real questions. The two candidates, Hillary Clinton and Barack Obama did, as always, a superb job. [...] Here, there are real options. Real political debates. And real TV journalism».

Il set di un dibattito alla CNN tra Barack Obama e Hillary Clinton
Il set di un dibattito alla CNN tra Barack Obama e Hillary Clinton

Il regolamento approvato prevede varie forme di comunicazione: tribune politiche con rappresentanti delle liste, interviste, conferenze stampa, messaggi autogestiti – tutte ampiamente regolamentate.

Ne scriveva la nostra Valentina venerdì scorso (Confronti politici in TV. Arriva il “dibattito multiplo”), segnalando le nuove regole circa i dibattiti televisivi approvate dopo due giorni di lavoro dalla commissione parlamentare (molto istruttivo leggersi il resoconto delle sedute). Giustamente si annotava come le troppe regole possano rendere il tutto senza vita, e senza senso: sostanzialmente inutile come due comizi in parallelo.

Mi soffermo però sui fantomatici e sovrastimati dibattiti tv veri e propri. Ai quali però la commissione (sempre secondo la disposizione approvata dalla commissione) dedica poche righe, che riporto qui (il grassetto è mio): «Negli ultimi dieci giorni precedenti il voto la RAI organizza e trasmette su Rai Uno, tra le 21 e le 22,30, una trasmissione, in diretta, di confronto fra i candidati premier, della durata di novanta minuti, in condizioni di parità di tempo, di parola e di trattamento, avendo cura di evitare la sovrapposizione oraria con altri programmi a contenuto informativo. Il confronto è moderato da un giornalista RAI e possono fare domande anche giornalisti non appartenenti alla RAI».

I dieci candidati: Silvio Berlusconi, Walter Veltroni, Fausto Bertinotti, Pier Ferdinando Casini, Enrico Boselli, Daniela Santanché, Marco Ferrando, Flavia D’Angeli, Roberto Fiore e Bruno De Vita.

Tutti i candidati? Io ne ho contati 10 finora. Non c’è indicazione del filtro stabilito, per esempio, per le tribune elettorali (art. 3.2) «le trasmissioni di comunicazione politica di cui al presente articolo garantiscono spazi alle liste di candidati presentate con il medesimo simbolo in tanti ambiti territoriali da interessare almeno un quarto del totale degli elettori». Filtro che è comunque verosimile si possa applicare anche ai dibattiti, limitando quindi i candidati “dibattibili” a cinque-sei (ma come mai questa dimenticanza? O c’è qualcosa che non ho considerato?).

Forse sarebbe davvero meglio nessuna regola prefissata: con vere domande e vere risposte.
Ovviamente ci vogliono veri giornalisti (ma qualche nome non tra i soliti noti ce l’avrei, voi no?) e veri politici (qui dobbiamo accontentarci).

Discussion

5 comments for “I dibattiti tv? La migliore regola è nessuna regola.”

  1. le regole gli servono poi rischiano di dover rispondere davvero.

    Posted by sparkaos | Marzo 3, 2008, 23:44
  2. [...] forti, delle affermazioni aggressive. E sulle regole secondo cui organizzare i dibattiti in tv interviene di nuovo Spindoc: “La migliore regola è nessuna regola”. Ma il blog animato da Antonio Sofi era [...]

    Posted by Repubblica.it - Blog - NetMonitor » Blog Archive » Candidature? E parlano tutti del Pd | Marzo 4, 2008, 13:27
  3. A me pare che il dibattito “con vere domande e vere risposte” è proprio quello che vogliono evitare. E le regole mi sembrano utili solo a produrre uno spazio di visibilità autogestita dal candidato in cui il giornalista possa intromettersi il meno possibile.

    Posted by Skoptes | Marzo 4, 2008, 23:47
  4. [...] 6 marzo13:40: Di cose analoghe aveva già discusso Antonio Sofi su Spindoc. Quanto alla parte ‘domande dei cittadini’ – mi segnala lo stesso Antonio – [...]

    Posted by Kataweb.it - Blog - Giornalismo d’altri » Blog Archive » OT (ma mica tanto): sì, il dibattito sì. E facciamocelo da “soli” | Marzo 6, 2008, 13:47
  5. [...] non è peregrina, anzi! Avevo scritto qualcosa in questa direzione qualche giorno prima, riprendendo la logica – negli Stati Uniti praticata – di un debate finalmente [...]

    Posted by Spindoc | La tv detronizzata dal Web? La parola ai “polielettori” | Marzo 13, 2008, 16:49

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