Texas, Ohio, Vermont e Rhode Island
In campo democratico Barack Obama, dopo lunga e rutilante rincorsa ha sorpassato negli ultimi appuntamenti Hillary Clinton, non solo la favorita della vigilia ma anche il candidato che era andata subito in fuga e che, di fatto, ha vinto negli stati più grandi e popolosi (tranne l’Illinois, terreno di caccia privato di Barack).
Di seguito i conteggi della CNN (che abbiamo seguito dall’inizio e, secondo vecchia pragmatica regola sondaggistica, la monofonte – se buona – vale quasi più di una media ponderata). Ricordo che per conquistare la nomination democratica ci vogliono, in tutto, 2,025 delegati in totale; e che i conteggi sono appunto discussi.
Le primarie democratiche, contrariamente a quelle repubblicane che supportano la regola molto dirimente del “winner takes all” (chi vince prende tutto), per amor di complicatezza complessiva dell’analisi, non si fanno mancare un intricato sistema proporzionale: quindi non basta solo vincere ma conta anche di quanto si vince. Sta di fatto che – tutti i commentatori sono concordi – se Obama vincerà dovunque o nei due grandi stati (Texas e Ohio) per la Clinton non ci sarà altra possibilità che abbandonare il decennale sogno di diventare la prima presidente donna degli Stati Uniti. Ma le cose potrebbero ancora riservare alcune sorprese.
In campo repubblicano c’è poco altro da dire, e non da oggi.
I sondaggi delle ultime ore hanno visto un recupero di Hillary Clinton. Ma almeno nei due stati più importanti il margine non è di sicurezza per dare un chiaro call a bocce ferme; probabilmente però nessuno stravincerà. Mi affido alle comparazioni di RealClearPolitics
Questo giusto per godervi il fiume di risultati che inizierà tra poco. E comunque tra poche ore ne sapremo di più.
- John Harwood sul New York Times e l’analogo pezzo (aperto) di contesto del Washington Post
- Secondo Ben Smith di Politico.com: più che avere un piano la campagna di Hillary spera nel miracolo.
- E infine Marc Ambinder sul The Atlantic.com, nel formato di una divertente auto-intervista. Inappuntabile, se non fosse che la scacchiera e il contesto cambiano ogni volta; così come gli equilibri, specie tra i superdelegati. E la matematica potrebbe non essere sufficiente per chiudere la partita se Hillary vince in qualche modo nei due big states.
- Google is mapping the primary results (via techprez)
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