Si moltiplicano le analisi di scenario sull’uso del Web in queste campagne elettorali.
E anche se, da dire non c’è poi, ahinoi!, così tanto: è come se tutti provassero a “saltare” uno step evolutivo: passando dal nulla vetrinesco al viral evoluto – senza passare da strumenti più maturi come i semplici blog, che anche in Usa continuano a fornire il sottofondo e il ritmo di campagna. Ma su questo punto tornerò presto, magari riprendendo alcune suggestioni e reazioni post-Urbino: come quelle di Giovanni, Laura, e Thomas.
Una buona sintesi argomentata è quella di Alessandro Gilioli, su L’Espresso in edicola questa settimana, anticipata dalla stesso autore sul suo blog: Web politica, dalla vetrina alla nuvola.
Scrive Alessandro: «Anche la campagna elettorale italiana, nel suo piccolo, racconta il grande cambiamento in corso nel rapporto tra Rete e politica. Una relazione che si è articolata finora in tre fasi: quella del sito-vetrina, quella del blog e quella della “nuvola”, dove siamo adesso». Ecco, come accennavo sopra: secondo me la seconda fase non l’abbiamo nemmeno sfiorata.
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