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«Se io fossi un leader del Pd, me la giocherei così». Sei punti per il PD

Per una politica che cambi al cambiare non solo della tecnologia – ma delle persone che attraverso l’uso (socialissimo e pienamente politico) delle nuove tecnologie stanno cambiando il modo di guardare alle cose del mondo.

I sei punti di Giuseppe Granieri al PD. Dagli oscillanti non più totalmente catodici (segno di un’era televisiva in via di detronizzazione?) alla sindrome dell’amante tradito e agli elettori che si pongono “oltre” la bidimensione destra-sinistra, sei consigli per cambiare efficacemente: 1) Comunica diversificato: comunica, non distribuire; 2) Leggi, ascolta; 3) Conversa; 4) Pensa digitale; 5) Lascia perdere la tecnologia; 6) Comincia ora.

Riporto in modo esteso il punto cinque – forse la membrana separatrice che più facilmente può cadere, con i primi benefici effetti

    «5. Lascia perdere la tecnologia.
    Qui la tecnologia è solo un mero accidente abilitante, non una sottocultura da cui puoi prescindere. La rete è fatta di persone che incontrano altre persone, che dibattono sul web ma che parlano con la nonna, con la zia, con i vicini, con i colleghi. Internet non è diventato il medium dominante perchè un gruppo di nerd sfigati ha preso il potere. E’ diventato il medium dominante perché fa quello che gli altri media non hanno mai fatto: consente di stabilire relazioni, organizzare gruppi e, se è il caso, di passare all’azione. Lo hai visto con il V-Day, che non era antipolitica, ma solo uno spazio politico che non hai presidiato.»

DA LEGGERE: Sei Centesimi Per il PD

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