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tag: Advertising e mailing, Internet, Italia, elezioni, grafica e manifesti, lol politics, partiti politici

Mi manifesto senza distinguermi (senza Coca-Cola)

Tre segnalazioni veloci e pasquali sull’aspetto iconico/grafico/visivo di questa campagna elettorale: manifestazioni politiche, appunto

Forse per la diradata presenza sul territorio delle campagne elettorali dei singoli candidati (c’è bisogno che ripeta quanto negativa è questo sistema elettorale senza preferenze per l’evoluzione della comunicazione politica? tralasciando per ora e per disamor di polemica – ma ne ho scritto spesso – i deficit democratici di un sistema che di fatto decide parte del parlamento nelle più o meno segrete stanze); forse come segno dell’inevitabile declino di un hype (di una in parte immotivata esaltazione) dello strumento comunicativo del manifesto politico.

Sta di fatto che questa è forse la campagna elettorale del dopo-tangentopoli che fornisce meno spunti o stimoli agli amanti (o ai detrattori) dell’affisionistica esterna – e anche se la creatività ironica che trova visibilità si diffonde anche grazie alle reti sociali ha trovato comunque modo di far satira e goliardia ritoccando l’esistente (in ossequio a quel fenomeno di political busting di cui scrivevano Derrick De Kerckhove e Vincenzo Susca ne L’Espresso del 6/12/07: vedi per esempio galleria di Repubblica).

UNO.
Social Design Zine, rivista edita dall’Aiap ha pubblicato qualche giorno fa una analisi breve dei manifesti elettorali in giro per le strade.

Riporto il giudizio sul manifesto di Di Pietro come esempio di una “deriva camaleontica” della affissione politica sullo sfondo della pubblicità urbana di tipo commerciale (in atto in realtà da molti anni). Una deriva che anche a mio giudizio gioca poco a favore della “distintività” comunicativa del messaggio politico. O, per meglio dire: la direzione è giusta (in qualche modo distinguersi dal competitor politico) il risultato meno (perché ci si confonde nuovamente, ma con le pubblicità commerciali).

Manifesto dell’Italia dei Valori
Manifesto dell’Italia dei Valori

Scrive Gianni Sinni: «Nella schiera compatta di facce e faccioni che ci scrutano dai muri emerge, purtroppo negativamente, la campagna dell’Italia dei valori con la discutibile bistecca. Un’immagine giustificata dalla greve headline “Abbiamo tolto il grasso alla politica”. Al di là della valutazione del linguaggio, rimane difficile per un comune mortale distinguere il manifesto di Di Pietro dalle offerte speciali di un qualsiasi supermercato».

DUE
E’ più o meno il senso della battuta riportata da Massimo Morelli (buona)

«Sentita oggi in ufficio da un cliente: “Ho guardato le facce sui cartelloni. Ho guardato Berlusconi e Veltroni, Casini e Santanché. Alla fine penso di votare per quella di Intimissimi”»

TRE
Ed è forse anche colpa della logica (non confortata) della Coca-Cola e dei continui cambiamenti di loghi e immagine – evocata in alcune vignette di Gianluca Costantini ed Elettra Zamboulis per la serie elettorale e a fumetti V(u)oto a perdere, sempre per i tipi di Sdz. Da seguire.

La coca cola lo sa 01, di Costantini e Zamboulis per Sdz
La coca cola lo sa 01, di Costantini e Zamboulis per Sdz

[la copertina è tratta da questa vignetta di Costantini e Zamboulis]

Discussion

2 comments for “Mi manifesto senza distinguermi (senza Coca-Cola)”

  1. [...] in tasca da spendere per fare la spesa, usalo bene”.   Liste bloccate, manifesti indistinguibili Spindoc fa tre segnalazioni “veloci e pasquali sull’aspetto icono/grafico/visivo di questa campagna [...]

    Posted by Repubblica.it - Blog - NetMonitor » Blog Archive » Walter, compra il mio voto | marzo 23, 2008, 12:39
  2. A proposito di manifesti elettorali e non (soprattutto, non) ti invito a vedere la campagna di comunicazione sociale che proprio in questi giorni appare in un capoluogo di provincia: Sassari.
    E a proposito di “senza coca cola” ti invito a leggere l’articolo allegato dove metto in evidenza come al convegno internazionale tenuto a Milano da Pubblicità Progresso, cui io ero presente come uno dei relatori, è intervenuta anche (con 25 minuti di spazio…)la Coca Cola. Che era una delle aziende che sponsorizzava l’evento. Si parlava di solidarietà, diritti umani e tante belle e poi alla fine tante bolle ipercaloriche e l’invito del presidente della fondazione pubblicità progresso a bere coca cola. Troppo per chi come me, a torto o a ragione, boicotta questa multinazionale da 15 anni.

    mragnedda.wordpress.com

    Posted by Massimo | marzo 23, 2008, 21:36

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