Video è bello. Lo sanno bene i candidati premier alle elezioni politiche, che portano avanti da alcune settimane una querelle sull’opportunità di tenere o meno dei faccia a faccia televisivi prima delle elezioni.
Ma tra regolamenti da una parte troppo vaghi, dall’altra troppo restrittivi e veti incrociati (in parte politici in parte comunicativi) circa opportunità e modalità di svolgimento dell’eventuale sempre più ipotetico faccia a faccia, in molti hanno provato, in questo ultimo scorcio di campagna, ad utilizzare le risorse a disposizione sul Web per ritagliarsi un videospazio politico.
Tra gli esempi di utilizzo del mezzo audiovisivo sui siti di informazione i videoforum di Repubblica e le videochat del Corriere della Sera; entrambi (vedi sotto uno screenshot con l’ultimo quello con Silvio Berlusconi) si pongono l’obiettivo di proporre incontri con i leader di queste elezioni 2008. Un altro esempio di esperimento web/visivo è stata la Veltroniana Democratichat di un paio di giorni fa.
Nonostante il successo e la curiosità che l’evento ha riscosso, parlare di videochat vera e propria non appare del tutto opportuno, in quanto si tratta semplicemente di interviste trasmesse sul web.
L’attuale tendenza, già vista spesso, appare sempre quella di adattare alla rete vecchi formati, come quello televisivo, piuttosto che studiarne di nuovi assecondando i punti forti del nuovo mezzo. Così da videochat preannunciate si passa ad una più canonica intervista, con tutto quello che una mediazione dovuta alla scelta delle inquadrature comporta in termini di costruzione del significato rispetto a una telecamera fissa. In cui infatti l’elemento più spontaneo appaiono le posture dei candidati: ad esempio quella di Walter Veltroni, seduto quasi in punta di sedia e appoggiato in avanti, quasi a trasmettere una sensazione di tensione, poi smentita dal tono pacato.
Viceversa, l’orientazione nei confronti dell’intervistatore (al fianco piuttosto che frontale come nel caso di un’intervista postata lo stesso giorno sul blog di Piero Fassino, vedi sotto) trasmette un’idea di comportamento collaborativo piuttosto che oppositivo.
Il messaggio video, specie se sul web, va quindi di moda, in questo momento della competizione elettorale.
Forse le mille video forme più o meno ibride della politica sono banalmente una necessità – o forse il tentativo di percorrere tutte le strade possibili. Oltre al non discutibile vantaggio di non essere soggetto alle leggi della par condicio televisiva, sembra che in qualche modo questo tipo di messaggio possa essere maggiormente immediato e fruibile da parte di un pubblico che, il programma politico, preferisce coglierlo dalle sfumature nella voce o nelle parole dei leader. O almeno questa è la speranza dei politici.
Sai Valentina, io ho come l’impressione che quei cosi di cui tu parli significano al fine solo una cosa: da parte della politica, non capire un cazzo (si può dire cazzo su spindoc?) di cosa vuol dire comunicare.
[...] Il canale del dottor Klaus. E’ Politicaduepuntozero a fare un grande elogio dell’informazione che Klaus Davi sta facendo sul suo canale tv-YouTube, con interviste già famose, tra cui si segnalano quella a Maurizio Gasparri, per il quale l’opposto di “uomo” è “gay” (noi sapevamo “donna”) e quella a Maurizia Paradiso. Divertente, giusto un filo sull’osceno. La Paradiso voleva la tessera della Lega Nord, l’ha presa ma poi s’è accorta che la filosofia del gender non era amata da quelle parti. Sempre di web e della politica, che lo usa con la nostalgia della tv, “vera” parla oggi Spindoc. [...]
positivi questi timidi tentativi di aprirsi al nuovo da parte dei politici, ma… quanti elettori visualizzano effettivamente videochat e videointerviste?
credo che la tv generalista rimanga a tutt’oggi il medium preponderante, se non altro per un semplice dato quantitativo.
(vi ringrazio per la pazienza verso le mie intemperanze verbali. e ne approfitto per farvi i complimenti, che spindoc mi par proprio un ottimo progetto)
grazie a te Luca
per intemperanze perfettamente e condivisibilmente on topic come la tua nessun problema :)
a presto!
uomo qualunque: sicuro, così come sicuro è la moltiplicazione di questi esperimenti di ibridazione (che per esempio in contesti più maturi come Usa hanno portato a cose come i debate cnn/youtube): insomma cose da seguire :)
I politici sanno bene che la rete raggiunge ancora una minoranza di una minoranza… Alla TV si raggiungono milioni di elettori soprattutto gli indecisi con cultura medio-bassa (che poi sono quelli che fanno la differenza!)
Paolo