La saga politica di Diego Bianchi, aka Zoro, giunge alla 8° puntata. Vedi anche altri approfondimenti sulla serie “Tolleranza Zoro”.
Tutto in realtà nasce dal caso di Luca Luciani (vedi la sintesi-link di Apogeonline) – il manager di Telecom pescato su YouTube a parlare della grande vittoria di Napoleone a Waterloo che è diventato in poco tempo un irresistibile tormentone. Ma in realtà, come spesso accade con Diego Bianchi, tutto è un pretesto e un rimando continuo – per parlare anche d’altro attraverso altro ancora.
Prima meglio vedere il video (più breve del solito) – poi considerazioni e qualche retroscena.
Dopo la parentesi spassosamente teatrale (nella sua comicità e, insieme, nel suo costante dramma politico interiore dell’eclettico protagonista), Zoro ha deciso di mettere sotto la lente della sua ironia il bombardamento politico-virale di queste settimane utilizzando, per una volta, le stesse “regole” di candidati e attivisti. Eccole di seguito, più o meno sintetizzabili così
Chi scrive è stato parte dell’improvvisato cast 2.0 e ha partecipato a varie fasi del progetto fin dal concepimento della “Walterloo-idea”. Niente giudizi di valore dunque, il conflitto d’interessi è sempre dietro l’angolo.
L’idea è nata d’impulso, dettata da una congiuntura fin troppo favorevole. Nell’arco di poche ore l’attenzione è stata monopolizzata da due video: “la cosa più intrinsecamente berlusconiana vista ultimamente (l’ormai celebre discorso di Luca Luciani di cui sopra) e quella più veltronica (il video di sipuofare2008) apparsa online tra i tanti viral di questa campagna elettorale”.
Il filmato ha preso vita in poche ore, complice l’entusiasmo del regista e degli improvvisati attori. Il “testo di Luca Luciani” si è fuso con alcune battute del “regalo a Walter” e il “mezzo incubo” di Zoro è nato. Siamo di fronte, forse, alla più netta presa di posizione di Diego Bianchi ben spiegata dalle sue stesse parole: “Se è vero che ognuno un giorno avrà la sua Waterloo, tocca comunque scegliersi un degno Napoletone, ora“.
E, in un altro luogo virtuale, così: “Un mezzo incubo buono per tutti, interpretabile a piacimento, da una parte come premonizione di fine certa, dall’altra, la mia, come auspicio di una storia diversa che si può e si deve fare, prima o poi, sperando sia questa la volta buona”.
(nb. di Antonio Sofi: un omaggio dichiaratamente di parte e amichevole ma tutto meritato, questo alla serie “Tolleranza Zoro“: a parte lui poco altro, di veramente originale, che non riproponga gli ormai frusti stilemi comunicativi, della scena grassroots video italiana)
Vagando, sono giunto su questo blog. Intelligente disamina e buon richiamo a un lavoro geniale (quello di Zoro, a scanso di equivoci). Una nota polemica la voglio infilare, però, a scompaginare ancora un po’ le certezze di alcuni: la “cosa più intrinsecamente berlusconiana”, e in senso lato siamo d’accordo, viene da quanto di meno berlusconiano esista. Questo è un manager di punta dell’ondata colaninno-tronchettiana, un “capitano coraggioso” come li vuole quello coi baffetti. Segno, se ancora ce ne fosse stato bisogno di uno, che l’idiozia non ha colore politico.
Se la calma pensare a Luciani come berlusconiano, faccia. Ma ahimè, in certi ritmi, certe pause, certi portati da programmazione neuro-linguistica, mi ricorda ben altri. Di certo, la sua “appartenenza” manageriale è quella che ho detto.