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tag: Italia, PD, Silvio Berlusconi, Walter Veltroni, consulenza politica, discorsi e dibattiti, elezioni, videopolitica

La liturgia di Veltroni, politica calma-e-gesso

A cura di Simone De Bellis e Valentina Porcu

Siamo come l’Italia del ’82: “Domenica il risultato lo fate voi!” é la frase conclusiva del tour di Veltroni.

Quasi contemporaneamente al messianico intervento romano di Berlusconi si è svolto l’incontro a Caserta. Uno dei tanti (più di 100) comizi nelle piazze italiane del candidato del Partito Democratico Walter Veltroni. Stili fortemente alternativi quelli dei due leader. Il candidato del Pd si distingue sia nella pacatezza dei toni, sia nel peritesto simbolico.

Su DemocraticaTv (in collaborazione con Nessunotv) per intero (quasi) tutti gli interventi nelle piazze italiane.

Detto altrimenti. Veltroni ha adottato lungo le tappe del suo viaggio un abbigliamento classico – come quello del suo oppositore – ma mantenendolo nella forma del “completo”: abito elegante, camicia chiara, cravatta generalmente rosso cupo o blu, accompagnati da una gestualità composta. Diverso lo stile berlusconiano, che sapientemente alterna completi impeccabili a tenute più casual e gestualità prorompente a lapidarie esternazioni. In sintesi: se Berlusconi fa dell’ecletticismo personale una caratteristica vestimentaria, Veltroni si contraddistingue per la stabilità e la costanza dei comportamenti e dell’abbigliamento.

Ma il confronto tra i due leader non si esaurisce certo nel vestiario. Se prendiamo a riferimento la tappa conclusiva del tour possiamo ritrovare una summa dell’approccio Veltroniano.

Distanti nelle idee ma anche nel modo di raccontarle, se Berlusconi, come già detto, genera, amplifica e ravviva gli entusiasmi della platea, Veltroni si preoccupa invece di tenerla calma e di rasserenare gli animi anche nei confronti delle critiche a posizioni politiche distanti da quelle del PD (ammonisce la folla dicendo: “noi non fischiamo nessuno“).

Altra differenza sostanziale negli stili dei due sono le modalità di evocazione degli avversari. L’uso della deissi cognitiva (Berlusconi viene citato come “il principale esponente”) evita spesso al candidato del PD l’utilizzo di nomi, cognomi e, probabilmente, cariche degli avversari. Tutti dati ampiamente citati invece, e utilizzati comunicativamente dal candidato della PDL.

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