Finita la campagna elettorale 2008. Poche sorprese, molta noia.
Molta stanchezza, qualche cenno di noia (eufemismo) e nessun colpo di scena dell’ultimo minuto (se si esclude la gaffe romanocentrica di Totti documentata da Zoro/Excite), il sabato prima della domenica votante diventa una ansiosa camera di decompressione – spesso preda di tentativi di strisciante propaganda amicale o (ormai) supportata dalle nuove tecnologia come gli sms.
Negli ultimi giorni è emerso prepotentemente il tema dell’astensionismo.
Tema forse finora troppo sottovalutato dagli attori politici – come se la cosiddetta anti-politica e il grillismo fossero fenomeni accaduti altrove, senza punti di contatto con questa politica e queste elezioni. Nessuno vi ha dedicato alcuno spazio comunicativo, come per esempio è accaduto per la campagna di Zapatero. Ne ho scritto anche su DNews e su Webgol: “Vincere le elezioni. Zona Cesarini e supplementari”.
La percentuale di astensionismo è forse la curiosità meno prevedibile e più interessante dei risultati delle elezioni di domenica e lunedì (oltre ovviamente a chi vince) :)
Che il tema sia diventato abbastanza centrale nell’agenda dei media (e dei cittaidni: e su Internet è davvero difficile distinguere gli uni dagli altri), lo dimostrano i dati che provengono dal monitoring del buzz online – dai dati di BlogMeter (con cui abbiamo fatto molte puntate di analisi delle conversazioni online, qui altre delucidazioni). Il monitoraggio va avanti da gennaio 2008 e ha ora raggiunto 400.000 item, e 170 fonti totali tra blog, forum e mailing list (che via via viene rabboccato con nuovi ingressi: ed è mix ponderato e selezionato di luoghi dove si scrive di politica).
Dai dati del buzz il tema “astensionismo” (tra tutti i temi/issue di campagna citati, vedi grafico) e’ passato dal 1,6 % di marzo al 2,8 da inizio aprile a oggi, al 4% negli ultimi tre giorni. Forse anche perché, molti blogger hanno usato lo spazio dei loro siti per endorsement dell’ultimo momento (interessante fenomeno, ancora però poco diffuso).
[...] molti intanto si chiedono che ruolo giocherà l’astensione in questa tornata elettorale. Spindoc ritiene che il tema ha assunto una sua importanza e il fatto “che sia diventato abbastanza centrale [...]
io mi sono astenuta.Non trovavo motivi per giustificare il mio voto
L’astensione ha un senso e un effetto solo e soltanto se è previsto un quorum da raggiungere. Altrimenti è un voto a favore del nemico. Ocorrono idee chiare.
Saluti
[...] legato a quello della partecipazione e del non-voto che ho più volte toccato in questi ultimi giorni di campagna [...]
l’astensionismo dovrebbe essere più alto, ritengo che molte più persone dovrebbero fare questa scelta, che è molto precisa. I governi si succedono nel tempo, senza la volontà (o la capacità ) di voler neppure pensare di risolvere i problemi che abbiamo. Io, indipendemente dal colore di chi mi governa, continuo a pagare le tasse, osservo le leggi e mi adatto a una volontà superiore. Ho 41 anni, nella mia vita mai ho visto una personalità politica che avesse una sua forza propria ma solo mezze figure, comprimari, persone poco serie o dedite ai loro interessi. Dal piccolo comune alla grande città . Perché quindi dovrei dare soddisfazione a questi candidati andandoli a votare, per poi sentirli dire: “La maggioranza degli italiani mi ha scelto!”.
Lasciate passare l’eccitazione delle giornate di voto, le foto dei vincitori con le dita a V, le promesse sull’onda del successo elettorale. Tra un mese, due mesi, il parlamento ritornerà grigio come adesso. Non sono i colori, le ideologie che muovono le cose: è la voglia di mettersi al servizio di chi ti vota per migliorare la vita di tutti.