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tag: Internet, Italia, blogosfera, elezioni, grassroots, negative e underdog, partecipazione, risultati, web campaigns

Grillo, dall’effetto Di Pietro al travasa-partiti

Dai toni accesi della piazza all’understatement dell’esordio elettorale. Come è andato l’esordio elettorale di Beppe Grillo e dei suoi “grillini”?

Secondo alcuni analisti (come Mannheimer), il movimento dell’anti-politica rappresenta lo stato d’animo almeno il 30% dell’elettorato, e almeno un 5-6% di questi consensi (o dissensi?) si riconoscerebbe nelle idee di Beppe Grillo. Tuttavia, alla prova delle urne, questo potenziale elettorale non si è tradotto in voti per le 17 liste “certificate” da Grillo, che hanno ottenuto in media il 2-3% dei voti. Un fallimento? Non proprio. Occorre considerare alcuni fattori:

Effetto Di Pietro

Se aggiungiamo il 2-3% dei consensi raccolti da queste ultime all’incremento del movimento di Di Pietro (+2-3% circa) otteniamo quel 5-6% di voti inizialmente attribuiti ai supporter pro-Grillo.

E’ plausibile che parte dell’elettorato pro-Grillo sia stato intercettato dall’Italia dei Valori nelle votazioni per Camera dei Deputati e Senato. E, in effetti, Antonio Di Pietro – considerato da molti una sorta di alter ego istituzionale del grillismo e dei sentimenti dell’anti-politica – ha visto raddoppiare i suoi consensi rispetto alla precedente tornata elettorale. Poi, per effetto trascinamento, a livello locale, molti hanno probabilmente votato IDV anche quando erano presenti le liste grilline.

Il numero non è potenza

I risultati elettorali dei grillini andrebbero letti da un punto di vista qualitativo, più che quantitativo.

In molti comuni, in primis Roma, il loro piccolo “gruzzolo elettorale potrebbe essere determinante al momento del ballottaggio. Corteggiate dai due schieramenti contrapposti, le liste civiche di Grillo si trovano in una condizione particolarmente favorevole per dettare le loro condizioni e ottenere rappresentanza e posizioni di rilievo.

Grillo e il “travasa schieramenti”

Chi ha votato per i grillini? Centro-sinistra, centro-destra, o chi non votava proprio?

In molti concordano i fan di Grillo hanno pescato soprattutto nelle fila di chi ha abbandonato la sinistra radicale e, in qualche misura, tra chi non è stato convinto dal progetto del PartitoDemocratico. Quindi, si tratta di elettori collocati potenzialmente nel centro-sinistra. Paradossalmente, però, questi voti rischiano di essere travasati nel centro-destra se, come probabile, in molti Comuni i grillini appoggeranno le coalizioni locali che si collocano nell’area politica del PDL.

Discussion

One comment for “Grillo, dall’effetto Di Pietro al travasa-partiti”

  1. La Ragnatela del Grillo

    Ho scritto un racconto sul mio percorso nel meetup di Beppe Grillo, un’esperienza che mi ha lasciato molto perplesso, che mi ha molto cambiato, che mi ha permesso di evidenziare una realtà a me del tutto sconosciuta, dove ho scoperto che inganno e menzogna regnano nella nostra società al di sopra dell’immaginabile.

    Ho riflettuto a lungo su quanto ognuno di noi è in realtà complice di questa sorta di omertà che tutto avviluppa, come una nebbia sottile nella quale tutti ci muoviamo ambiguamente, fingendo di non vedere il microdelitto che si consuma sotto il nostro sguardo indifferente, avvezzo alla truffa come all’acqua che corre sotto i ponti.

    http://mondogrillo.net/meetup/la-ragnatela-del-grillo/

    Posted by Anomalia Italiana | aprile 19, 2008, 06:10

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