di Vincenzo Caico e Fabio Giglietto
Un racconto a più voci via microblogging del prima, durante e dopo elezioni. Un racconto pieno di speranze, timori, ansie, delusioni e, a volte, rabbia e disperazione.
Osservare i tweet elettorali postati prima, durante e subito dopo le ultime elezioni politiche è una sensazione simile a guardare una partita di calcio con gli amici mentre la stai giocando: guardi la partita, ascolti i commenti degli altri, commenti a tua volta e forse puoi influire sul risultato.
Da marzo ad oggi abbiamo collezionato grazie ad un sistema di ricerca, filtro e visualizzazione di migliaia di messaggi che riletti oggi tutti in fila costituiscono uno straordinario racconto della campagna elettorale 2008 italiana. Un racconto che riesce ad offrire qualcosa in più delle tradizionali rassegne stampa.
Ai commenti sulle alleanze in formazione (leggere questo sulla possibile alleanza Boselli-Mastella) sono seguiti quelli, sempre più frequenti, sulla campagna elettorale nelle piazze, sui manifesti e sulle apparizioni televisive dei candidati. Una pioggia di sollecitazioni di ogni genere che genera overload e spinge molti a cercare la propria collocazione politica con strumenti che a volte offrono risultati imprevisti.
Poi è stato il momento del voto fra ricerche spasmodiche della scheda elettorale dispersa e domande a cui è a volte difficile dare risposta. Dopo resta solo l’ansia da exit poll, la doccia fredda delle proiezioni e gli sfoghi di chi ha perso.
Una splendida galleria di sensazioni a volte forti in un unico flusso di coscienza di certo non rappresentativo statisticamente della popolazione italiana, ma forse in grado di restituire con un certo livello di dettaglio qualitativo lo stato d’animo di un certo gruppo di persone mentre prende parte ad un rito collettivo.
Per la prima volta nella storia siamo in grado di seguire queste conversazioni in tempo reale, analizzarle, visualizzarle, navigarle e rifletterci.
Con strumenti come la tagcloud in due step ideata da Vincenzo Caico (un mash-up realizzato mixando i risultati di ricerca di Summize.com, le Yahoo! Pipes e del codice creato appositamente che elabora e visualizza i risultati ottenuti), possiamo guardarci nello specchio dei nostri stessi discorsi e forse imparare a conoscerci un po’ meglio.
L’applicazione prende in esame tutti i post in lingua italiana pubblicati su Twitter contenenti delle keyword che richiamano la politica italiana e le ultime elezioni. Da ciascun tweet elimina le parole non significative (gli avverbi, le preposizioni, etc.) e crea una nuvola di tag in cui le dimensioni di ciascun tag sono proporzionali alla sua frequenza.
Cliccando su uno dei termini si passa al secondo step che visualizza i tag correlati, ovvero i tag che compaiono all’interno dei tweet che contengono il tag selezionato. Prima di richiedere la visualizzazione dei contenuti ricercati è possibile selezionare uno o più tag correlati affinando così la ricerca e disambiguando il tag principale.
L’elenco dei tweet che si ottiene è ordinato a partire dai tweet più significativi, tenendo conto delle correlazioni tra le parole chiavi e dei parametri di ricerca espressi dall’utente.
La tagcloud in due step rappresenta un’idea applicabile anche a contesti diversi da Twitter e nelle sue evoluzioni future potrebbe diventare anche uno strumento di folksonomy: le ricerche effettuate dagli utenti determinano anche una classificazione dei contenuti attraverso una strutturazione per significato delle parole chiavi.
La permanenza e la ricercabilità delle informazioni è infatti una delle frontiere più esaltanti che le tecnologie del web 2.0 offrono a chi osserva la società.
Anche di questo parleremo venerdì 9 maggio a Conversazioni dal Basso.
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