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tag: Elezioni Presidenziali, Featured, Primarie, USA, charts, consulenza politica, coverage, demografia e statistica, negative e underdog

Elezioni Usa. Troppa campagna e poca informazione.

Qualche giorno fa è uscita una ricerca molto interessante del Pew Research Institute sulla copertura della campagna Usa in corso.
Qui sotto una sintesi dei punti più interessanti che emergono. La ricerca integrale è scaricabile (in pdf) al link: http://people-press.org/reports/pdf/415.pdf

Le primarie non piacciono ai democratici e i cittadini bacchettano la stampa.

I democratici non sono poi così contenti delle primarie e i cittadini statunitensi vorrebbero capire perché il pieno d benzina costa sempre di più, magari anche rinunciando ai toni rissosi di alcuni momenti delle recenti campagne elettorali.
Il Pew Research Center non è nuovo alle ricerche che scoprono vizi e virtù del sistema del newsmaking statunitense (avevamo già segnalato altri dati), l’ultimo rapporto, tuttavia, ci presenta un quadro per molti versi inaspettato della partecipazione alle elezioni Usa 08.

Toni troppo negativi significano perdita di interesse di una fetta di elettorato

La prima accusa che gli intervistati rivolgono ai candidai è di aver usato toni sin troppo negativi e spesso polemici nelle ultime sei settimane questo è costato una discreta perdita di interesse ai democratici Hillary Clinton e Barack Obama (che accusano un calo di consenso tra 25%-31% a fronte di un miglioramento del 8%) mentre un po’ meglio va per Mc Cain (che perde il 16% ma guadagna il 14% restando sostanzialmente stabile). Per chi volesse approfondire questi argomenti qui trova pane per i suoi denti.

Public reaction to the candidates. Fonte: Pew Research Institute
Public reaction to the candidates. Fonte: Pew Research Institute

Primarie americane. Il bicchiere mezzo vuoto? E aumentano gli scettici…

A sopresa arriva anche, da parte del popolo democratico, una valutazione negativa del processo delle primarie come metodo di selezione del candidato migliore. Se qualche mese fa (dopo il supermartedì) il 43% giudicava positivamente le primarie e il 52% no queste percentuali sono cresciute e stabilizzate arrivano ad uno scarno 37% per i sostenitori ed un robusto 57% per gli scettici. Nel complesso (46%) però i democratici restano convinti che le primarie – al di là di questo anno – siano un processo positivo. Restano più scettici invece sia i Repubblicani (37%) che gli independenti (34%).

Soddisfazione del meccanismo delle primarie. Fonte: Pew Research Institute
Soddisfazione del meccanismo delle primarie. Fonte: Pew Research Institute

C’è stata troppa campagna e poca informazione.

Altra nota dolente per i media statunitensi è la recriminazione che emerge dalla ricerca e che accusa il sistema dell’informazione di aver dato maggiore risalto alla campagna che non alle singole questioni che le campane affrontavano. Insomma la campagna è vista come un evento in sè, notiziabile e dunque per ciò stesso concluso. Questo ha fatto crescere notevolmente il divario tra la copertura dei media e l’interesse relativo, che segue sempre di più una correlazione negativa.

Correlazione tra agenda dei cittadini e agenda dei media. Fonte: Pew Research Institute
Correlazione tra agenda dei cittadini e agenda dei media. Fonte: Pew Research Institute

Ci sono altre priorità

Ciò che poi proprio non piace agli intervistati è il fatto che la copertura delle primarie ha offuscato notizie ben più importanti, come la situazione in Iraq e l’aumento globale del prezzo degli alimenti. Insomma i cittadini hanno comunque i loro canali di informazione ma accusano il mainstream di non rispecchiare una scala di priorità.

C’è una audience pragmatica, matura, informata e smaliziata nei confronti del sistema dell’informazione

Quello che emerge dalla ricerca, al di là delle considerazioni relative alla campagna ed al comportamento dei media, è la presenza di una audience pragmatica, matura, informata e smaliziata nei confronti del sistema dell’informazione. Una audience che considera le news e la copertura giornalistica di un avvenimento come un prodotto pagato a caro prezzo e con monete pregiate di questi tempi – il suo tempo e la sua attenzione – e dunque si sente in diritto di richiedere un prodotto soddisfacente e di qualità.

Sembra insomma un “benevolo” avvertimento del padrone nei confronti del suo “watchdog” ma non sono segnali da sottovalutare.

PDF: http://people-press.org/reports/pdf/415.pdf (pew research institute)

Discussion

One comment for “Elezioni Usa. Troppa campagna e poca informazione.”

  1. [...] da spindoc.it [...]

    Posted by Elezioni Usa:troppa campagna e poca informazione « Alessandro Ingegno blog | Maggio 13, 2008, 17:31

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