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tag: Italia, PD, PDL, consulenza politica, governo e opposizione, temi e programmi

I primi disegni (di legge) del nuovo parlamento.

Archiviate le promesse da campagna elettorale, accantonate per un attimo le dichiarazioni di intenti – perlomeno alcune – il Parlamento comincia a darsi da fare, in primis con l’elezione dei presidenti delle Commissioni, e in secondo luogo con la presentazione dell’ormai consueto numero spropositato di disegni di legge. Qualche giorno fa erano già 1807 le proposte assegnate in totale nei due rami del parlamento, nel giro di una manciata di giorni.

E se nella XV sono stati 5569, nei cinque anni della XIV sono stati 10483. Quindi a una media veloce e imperfetta, sono circa 2000 – 2500 all’anno.

Una percentuale di tutto rispetto di quelli che sono i bisogni e di quelli che saranno gli argomenti sul tavolo in questa legislatura.

C’è da osservare che alcuni saranno ritirati, altri convergeranno in disegni di legge comprensivi di una determinata materia, altri ancora verranno deviati in altri strumenti di indirizzo dell’attività legislativa, come la legge Finanziaria e i decreti; ma molti, dopo l’assegnazione alle Commissioni (149 sono quelli assegnati fino a qualche giorno fa), non verranno neanche presi in considerazione, e servono più che altro a dimostrare l’interesse di un parlamentare nei confronti di un argomento o di un gruppo di pressione.

L’”agenda setting”, la capacità di orientare l’emergere o meno di un argomento in sede di discussione, che sia legislativa piuttosto che all’interno dei mezzi di informazione, dimostra o impone il potere di un determinato gruppo sociale, o meglio dei suoi rappresentanti.

Non mancano, nonostante gli intenti di semplificazione, i disegni che istituiscono Musei, Università, e, all’interno delle istituzioni parlamentari, Commissioni d’inchiesta (ben 26).

Tra gli argomenti sul tavolo, i più disparati, molti riguardanti gli argomenti all’ordine del giorno in questo periodo, argomenti che talvolta, come sappiamo, si trascinano in agenda da mesi se non anni: l’immigrazione clandestina e il tema delle intercettazioni telefoniche (due delle succitate commissioni di inchiesta, uno e due); disposizioni in favore della natalità, uno e due, delle politiche di locazione e delle imprese, uno e due.

Tra quelli già assegnati, alla Camera, particolare menzione alla PDL n.17, encomiabilmente presentato nei primissimi momenti di vita di questa nuova legislatura, proroga la possibilità di richiesta dei rimborsi, estendendola anche ai partiti non rieletti.

Non mancano i disegni di legge volti a ridurre le indennità parlamentari e al contenimento dei costi della politica, né quelle volte ad abrogare gli enti non strettamente utili. Altre punte di interesse legislativo la difesa dell’italianità (mediante la creazione di un marchio di produzione totalmente italiano che leghi un prodotto e l’intera sua realizzazione al territorio nazionale), la gestione dei rifiuti, e le già note pari opportunità.

Un vario quanto variegato ventaglio di argomenti, dietro a ognuno dei quali esistono gruppi di pressione e di interesse. La scelta dei temi e degli ambiti di legislazione è l’agenda setting della politica. Secondo la famosa omonima teoria la vera influenza dei media non sta nel fatto che ci dicono cosa pensare, ma nel fatto che ci dicono su cosa pensare. O legiferare.

[foto di copertina: Piazza del Parlamento di hedrok]

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