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tag: Asides, Barack Obama, Elezioni Presidenziali, Hillary Clinton, Internet, John McCain, USA, blogosfera, consulenza politica, elezioni, grassroots, partecipazione, temi e programmi

Personal Democracy Forum. Due resoconti.

Del Personal Democracy Forum tenutosi a New York il 23 e 24 giugno scorso abbiamo già scritto (c’è anche un live coverage della prima giornata su Webgol, e uno della seconda giornata da Sergio Maistrello).

Su Blip.tv ci sono le registrazioni degli interventi plenari dei due giorni.

Altre due segnalazioni di due resoconti pubblicati su Chip & Salsa del Manifesto, temporaneamente ospitato dall’inserto Alias – usciti il 12 luglio scorso, ed entrambi leggibili su VisionPost

Il primo è a mia firma ed è stato intitolato “Obama e l’audacia della Rete

Riporto qui le conclusioni

«Eppure, in casa democratica, c’è paura. Nonostante tutti i segnali positivi siano per Obama, e forse proprio per questo: è la difficoltà che spesso emerge nel gestire una situazione di vantaggio. L’uso di internet tende peraltro ad accentuare questa difficoltà. La rete, infatti, è perfetta per fare campagne arrembanti, in cui rincorrere un vincitore annunciato: nella umorale incontrollabilità dei suoi meccanismi, è perfetta per chi non ha niente da perdere. Uno dei rischi per Obama, è infatti al momento quello di pensare di aver già vinto, e perdere quel magico collegamento con le cose digitali (e non), e i politici sentimenti delle persone. Il consiglio giusto arriva ancora dalla Edwards, che in molti vedrebbero bene come vicepresidente nel ticket democratico: «Obama deve continuare a pensare di essere 15 punti sotto, e dover quindi recuperare qualcosa ogni giorno». Il partito democratico, Barack Obama e una certa cultura digitale e partecipativa con lui, non hanno ancora vinto.»

Il secondo è a firma di Antonella Napolitano, dal titolo “Usa, timide prove di destra 2.0“. Ne riporto l’inizio.

«Mark Soohoo non deve essersi trovato in una posizione facile quando si è visto costretto ad affermare che «John McCain è consapevole dell’esistenza di Internet» davanti a una platea come quella del Personal Democracy Forum. Nel panel che riuniva i responsabili delle campagne online dei candidati democratici e repubblicani alle primarie l’analfabetismo informatico del candidato repubblicano alla presidenza Usa (per cui Soohoo lavora) è inevitabilmente entrato nel dibattito. Anche perché la scarsa dimestichezza di McCain con le nuove tecnologie non è un caso isolato nel suo partito e nel modo in cui questo gestisce la propaganda politica».

Insomma tutto questo per dire: in autunno se ne vedranno delle belle.

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