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tag: Advertising e mailing, Barack Obama, blogosfera, consulenza politica, elezioni, Elezioni Presidenziali, grassroots, Hillary Clinton, Internet, USA, web campaigns

La strategia di Obama: YouTube va preso seriamente

Se la tv è morta, YouTube non sta mica tanto bene.

Per il 2008 si prevedono 200 mln di dollari di profitto – poco secondo gli analisti, specie per un sito che è stato pagato qualche anno fa da Google ben 1,65 miliardi di dollari ed è oggi il leader indiscusso dei video online. Complicata è infatti la traduzione di questa centralità indiscussa in un modello di business profittevole – problema che affianca il destino di YouTube a quello di altri social network come Facebook.

Sull’argomento Mediaset vs YouTube leggi rassegna stampa e link su Apogeonline.

In più dietro la porta di YouTube c’è la fila a batter cassa: dopo Viacom (1 miliardo di dollari), Nbc, Cbs, e la spagnola TeleCinco, anche Mediaset chiede 500 milioni di euro per presunte violazioni dei diritti d’autore sui programmi di proprietà del gruppo fondato da Berlusconi.

Eppure YouTube e politica vanno ancora d’accordo.

Il sito di video sharing è stato – pur se ampiamente annunciato – la sorpresa più convincente delle primarie negli Stati Uniti. Tutti i politici hanno fatto ampio uso delle opportunità offerte dal portale, aprendo pagine dedicate dei loro video e spot ufficiali, o facendosi coinvolgere in progetti ibridi come quello in collaborazione con la CNN. Barack Obama vi ha costruito buona parte del successo online della sua vittoriosa campagna contro Hillary Clinton.

Una strategia che ha ripagato il senatore dell’Illinois, vedi statistiche su Techpresident.

Ora, in attesa della battaglia d’autunno contro McCain, si svelano i trucchi e le strategie architettate da Obama per vincere la battaglia comunicativa su YouTube.

Una strategia sintetizzabile con una battuta: Obama ha preso YouTube seriamente.

Il canale di Barack Obama su YouTube
Il canale di Barack Obama su YouTube

Ne dice Arun Chaudhary, trentaduenne “Obama’s YouTube guru” – come lo chiama Michael Learmonth sul Silicon Alley Insiderm riportando le sue dichiarazioni:

«Obama’s biggest advantage, Chaudhary said, was that his organization took video seriously from the start. The campaign has 50 staffers shooting, editing and posting video, most of it for online. Where Clinton would have just one staffer videotaping an event in Iowa, Obama often had five to provide multiple camera angles. They posted new video constantly, and quickly — 19 minutes from shoot to post, in one case. And they’d ping community voters via email to alert them to new video».

Ecco quindi la strategia YouTube di Obama

  • Cinquanta gli addetti ai video (la maggior parte finiscono on line): a riprendere, editare, montare e postare sul canale di YouTube
  • Laddove la Clinton, per un evento in Iowa, aveva un solo cameraman, Obama ne aveva cinque – che ovviamente garantivano molteplici punti di vista e un miglior risultato finale
  • Gran quantità di video postati continuamente (che ovviamente andavano anche ad alimentare altri luoghi online, come il blog)
  • Velocità di pubblicazione: il record tra ripresa e pubblicazione è stato 19 minuti

La morale è quasi banale: talvota le cose non funzionano perché non le si prende abbastanza sul serio.

E’ inutile lamentarsi che YouTube non funziona se poi – in YouTube o in altro servizio web – non si investe nemmeno una minima percentuale del budget di comunicazione. Anche il Web, nonostante le speranze pauperiste di molti, per diventare un successo, ha bisogno di impegno e risorse – economiche e professionali.

Discussion

5 comments for “La strategia di Obama: YouTube va preso seriamente”

  1. Sottoscrivo in pieno. Il web non è più la casa di sprovveduti e smanettoni.

    Investire in risorse professionali valide [non quel-tizio-del-piano-di-sopra che-ripara-pc-dopo-lavoro]con un budget adeguato [non quello-che-avanza] è l’unica via per chi vuole ottenere un risultato professionale ed economicamente valido. Come in ogni altra iniziativa professionale.

    Poi, certo, il web è anche (molto) altro: creatività, capacità di immaginazione, sapersi arrangiare. Ma questa è un’altra storia.

    Posted by Simone De Bellis | agosto 2, 2008, 11:42
  2. Se ne parlava qualche settimana fa, no? speriamo che, insisti insisti, chi deve intendere intenda :-)

    Posted by Alessandra | agosto 4, 2008, 12:23
  3. detto, fatto!
    è nata YouDem, o almeno è stata annunciata.
    Uolter vi legge…

    Posted by lucio | agosto 6, 2008, 00:38
  4. [...] La sensazione è che si voglia ripensare la comunicazione del Partito Democratico in modo da coprire gli spazi eventualmente vuoti e raggiungere i vari “pubblici” del partito su più mezzi e canali. Cercando di tenere insieme il “nuovo” del Web con il “vecchio” della tv. Con il rischio, però, di prendere comunque il “peggio” di entrambi gli strumenti – entrambi avidi di risorse e di attenzione (vedi la strategia di Obama su YouTube). [...]

    Posted by Spindoc | YouDem, una Tv con pregi (e difetti?) del Web | agosto 11, 2008, 10:09
  5. [...] un team di almeno 50 persone dedicate a tempo pieno alla produzione e diffusione dei video (leggi la strategia di Obama su YouTube). McCain, per batterlo, ha invece deciso di puntare sui contenuti, con particolare predilezione per [...]

    Posted by Spindoc | Obama, McCain e la battaglia di YouTube | agosto 21, 2008, 17:11

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