Strizza l’occhio al fratello maggiore Youtube la nuova televisione del partito democratico YouDem, annunciata da Walter Veltroni per il 14 Ottobre.
La data della messa in onda è posteriore a quella in cui sarà lanciata la Red Tv di Massimo D’Alema, annunciata anch’essa da poco e attesa per gli inizi di Settembre.
Nonostante le parti in causa si siano più volte spese a smentire qualsiasi rivalità tra i due progetti, inevitabili i confronti tra YouDem e Red Tv, il progetto nato all’interno della fondazione Italiani-Europei.
YouDem, da questo punto di vista, sembra caratterizzarsi come uno strumento a metà strada tra la web tv e il social network; mentre Red Tv – almeno ad oggi – sembra più predisposta a tentare la strada di una televisione nel senso più canonico del termine. Anche se poi entrambe useranno i mille crossmediali canali di trasmissione (almeno così s’annuncia): dal web, alla rete di televisioni locali, al satellitare; ed entrambi parlano di possibili e probabili collaborazioni incrociate.
Non tutto è chiaro, in questa storia più o meno catodica. Le televisioni sembrano essere brandite come arma – per sfida, prova di forza o dissuasione. Verso chi, non sempre è evidente.
Più chiara la presentazione che di YouDem ha fatto il segretario del PD: “questa Tv – ha spiegato Veltroni – non vuole essere un canale televisivo in più ma una struttura aperta, come vuole essere il Pd, che parte dall’esperienza di web 2.0 (cioé democratica.tv, ndr) e punta a coinvolgere i contributi di cittadini e utenti perché il nostro riferimento è il linguaggio dentro la rete e non la vecchia tv“.
Una “social tv” (per quanto questa sia, ad oggi, senza palinsesto e contenuti, poco più di una etichetta su una scatola) rappresenta uno dei primi esperimenti in questo senso in Europa e in Italia.
La sensazione è che si voglia ripensare la comunicazione del Partito Democratico in modo da coprire gli spazi eventualmente vuoti e raggiungere i vari “pubblici” del partito su più mezzi e canali. Cercando di tenere insieme il “nuovo” del Web con il “vecchio” della tv. Con il rischio, però, di prendere comunque il “peggio” di entrambi gli strumenti – entrambi avidi di risorse e di attenzione (vedi la strategia di Obama su YouTube).
L’unica remora a questo punto è sul futuro di Democratica.Tv, e se Youdem ne rappresenterà, come è probabile, un’evoluzione o un superamento o se le due realtà andranno affiancate e con quali modalità.
Non mancherà, almeno per quanto riguarda Youdem, la parte più social e aperta ai contenuti prodotti dagli utenti, come ha aggiunto infatti Veltroni “non e’ una televisione nel vecchio senso del termine, ma un mezzo di comunicazione di tipo nuovo, una televisione di tipo sociale in cui tutti possono diventare autori”.
Il modello sarà dunque sulla falsariga della BarackTv, come ha spiegato il ministro ombra Gentiloni: “e noi siamo senza dubbio tra i primi partiti politici in Europa che sperimentano una forma di comunicazione cosi’ innovativa. Puntiamo ad un ritorno anche politico: nel senso che cerchiamo di coinvolgere le tante persone che vogliono collaborare in forma attiva alla vita del partito.”
[...] Spindoc apprendo dell’esistenza di una (web)tv del Partito Democratico. Indagando meglio, scopro che [...]
[...] Spindoc apprendo dell’esistenza di una (web)tv del Partito Democratico. Indagando meglio, scopro che [...]
Quello che preoccupa, direi, è che tutta questa riflessione sulla forma della comunicazione possa distogliere (ancora di più) il PD da una elaborazione della sostanza della comunicazione….o no?