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tag: Barack Obama, Elezioni Presidenziali, USA, consulenza politica, grassroots, partecipazione

«She/he loves Barack!». Nella campagna di Obama

Maura Satta Flores nel Quartier Generale di Obama a ChicagoMaura Satta Flores, è stata responsabile del marketing del Riformista, ora si occupa della corporate identity del Gruppo Reti. E’ attualmente negli States per un periodo nel Campaign Center di Obama, e questo è il primo dei racconti di viaggio politico scritti per Spindoc.

Dal quartier generale di Barack Obama, Chicago – Illinois. La prima impressione, una volta varcata la grande porta a vetri su cui troneggia l’enorme cartello “Obama ’08 CHANGE We Can Believe In”, e’ la positività di queste persone – l’aria che si respira negli uffici.

L’entusiasmo dello staff, degli stagisti e dei volontari che popolano l’undicesimo piano del grattacielo che ospita il paradiso terrestre per tutti gli amanti della politica. Non si può stare qui osservando le quasi 300 persone che lavorano 12 ore al giorno e volentieri e non sentirsi pervasi da una voglia di fare, di cambiare, di crederci.

L’ottimismo che è stato scimmiottato un po’ ovunque nel mondo qui è “real”, ed ha al suo servizio organizzazione e strategia. Pochi coordinatori di grandi team, ognuno con un ruolo ben definito e con un segmento di lavoro che combacia perfettamente con quello degli altri. Nulla è lasciato al caso.

Il miglior modo di presentare una persona qui e’ semplicemente dire di lei “She/he loves Barack!” e questo diventa motivo di forte intesa.

I team sono composti di giovanissimi (con i miei 28 anni rischio di essere una delle piu’ anziane!) e altamente qualificati, molti vengono da Harvard, Pittsburgh, Georgetown, ed alcuni di loro con master. Alcuni hanno lasciato lavoro e famiglia e si sono trasferiti a Chicago per un periodo di tempo per dedicarsi alla campagna.I gruppi di lavoro sono perfettamente riconoscibili perchè sulle scrivanie ci sono tutti i materiali e la gadgettistica che si può immaginare relativa al tema: la press area è tappezzata dalle prime pagine dedicati ad Obama, l’area latinos da cartelli in spagnolo, la sezione aree geografiche di mappe e cartine.

C’è anche una piccola area per gli italo-americani e li ho persino aiutati a correggere un refuso sui badge, un “Sì possiamo!” scritto senza accento.

Ovunque i count down che ricordano la scadenza delle elezioni di novembre.

Due i gruppi che colpiscono la mia attenzione e mi fanno sentire davvero lontana dall’Italia.
Uno è il team che si occupa di pagare le fatture degli eventi perché sarebbe davvero spiacevole pagare qualcosa in ritardo (penso all’Italia, con amarezza!) e l’altro è il team che si occupa di verificare la provenienza delle sottoscrizioni e l’attendibilità dei big donors. In pratica ci si occupa di accertare che chiunque dia alla campagna una somma superiore ad una certa cifra, abbastanza bassa in realtà, sia una persona rispettabile ed il suo denaro sia pulito.

Discussion

2 comments for “«She/he loves Barack!». Nella campagna di Obama”

  1. [...] Io non sono proprio uno spin doctor, ma questi signori bravissimi, gentilmente mi ospitano nel loro [...]

    Posted by Spindoc.com « MI’s Weblog | settembre 4, 2008, 15:15
  2. … è veramente l’altra faccia della terra, rispetto a qua…

    Posted by Alessandra | settembre 4, 2008, 17:05

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