La scelta dell’outsider Sarah Palin però ha avuto un impatto impressionante sulla scena politica e mediatica americana blogosfera americana.
La si può considerare una scelta azzardata o coraggiosa, un candidato di rottura o uno stratagemma per salvare una campagna elettorale in rincorsa. L’annuncio del nome della governatrice dell’Alaska, più giovane di Obama, con posizioni nette e rappresentative del suo partito (più dello stesso McCain, in certi casi) è stata una sorpresa per tutti, quando è stata resa pubblica lo scorso venerdì. In questa settimana Palin è stata costantemente al centro dell’attenzione, condensando in pochi giorni un processo cui è stato sottoposto anche Barack Obama, come lei un outsider, nei mesi di una lunga campagna elettorale.
Google Trends sulla ricerca Obama / Palin (periodo 2008): con il picco della ricerca sul governatore dell’Alaska che supera Obama.
Rapidamente i media hanno analizzato i dettagli della vita personale e politica fino alla rivelazione (lunedì scorso) della gravidanza della figlia diciassettenne. Tutto quello che la riguardava è diventato rilevante in modo rapidissimo, tanto che pare che abbia superato Obama per numero di persone che hanno cercato il suo nome su Google in un singolo giorno – ormai è un criterio di popolarità.
Il picco di visibilità è stato raggiunto con il suo discorso alla convention repubblicana. Anche in questo caso un indice di fama mediatica è stato ottenuto tracciando il numero di persone che hanno seguito e commentato su Twitter il suo intervento, elemento più rilevante se si considera che tra questi vi erano molti analisti politici di rilievo che hanno usato lo strumento per scambiare le prime impressioni e considerazioni.
In questa settimana di immediata fama Sarah Palin è stata una vera miniera per commentatori politici di ogni genere, ma soprattutto per quelli satirici.
E il contributo della Rete non si è fatto attendere: ai tentativi di inquadrare la sua figura politica si sono rapidamente affiancati barzellette, battute di ogni genere, vignette e persino l’audio di una finta telefonata in cui un incerto McCain chiede alla governatrice di essere il candidato vicepresidente – sbagliandone anche il nome – fino all’ormai inevitabile gioco satirico, del genere “Obama is your new bicycle” (che ha avuto varie imitazioni anche in Italia durante la recente campagna elettorale).
Un capitolo a parte è quello sulle foto “che dicono più di mille parole”(qui un post con molte foto). Palin cacciatrice, capo della guardia nazionale dell’Alaska, fiero membro dell’associazione nazionale delle armi e, ovviamente, madre di cinque figli. Una vera e propria galleria di caratterizzazioni della “politica della porta accanto” che deve farsi conoscere – e possibilmente apprezzare – piuttosto in fretta (al voto mancano esattamente due mesi) dal maggior numero di persone.
La bufala della governatrice dell’Alaska in copertina su Vogue: era un fotomontaggio ma molti ci sono cascati.
La fretta dei media nel conoscerla e raccontarla, del resto, è stata tale che persino i maggiori quotidiani italiani hanno diffuso e pubblicato (La Stampa addirittura in prima pagina) una finta foto della candidata in copertina su Vogue, a seguito della notizia di una sua intervista pubblicata sulla popolare rivista femminile. Sono bastati poche verifiche in Rete per scoprire che Palin era sì, stata intervistata da Vogue, ma non era mai stata in copertina e che la foto era un fotomontaggio fatto per gioco, elemento tra l’altro esplicitamente chiarito dal blogger che l’aveva realizzato (qui una divertente – e puntuale – spiegazione di Guia Soncini).
La costruzione di una narrativa per incrementare il consenso di un candidato è oggi considerato un fondamentale bisogno politico.
La rapida popolarità di un personaggio politico che una settimana fa era del tutto sconosciuto al grande pubblico, e che ora all’improvviso si trova alla ribalta, ha scatenato una corsa alla fotografia (anche falsa), ma non solo in questo caso si è assistito a una carenza nel controllo delle fonti da parte di chi fa informazione: in nome della velocità dell’informazione, infatti, moltissime voci sulla sua vita politica e privata sono state diffuse e poi smentite nel giro di una manciata di ore, dopo controlli più attenti.
È un fatto ormai assodato che anche i mass media vedano come altrettanto indispensabile fare altrettanto per “raccontare” il candidato al proprio pubblico: in questo caso la spasmodica necessità di farlo molto rapidamente, e partendo dal nulla, ha avuto come risultato la prima, paradossale settimana mediatica di Sarah Palin.
[...] quello che è successo al candidato vice presidente repubblicano Sarah Palin (qui per approfondimento sugli effetti mediali della sua candidatura). I giornali hanno scritto che il [...]