Nella campagna elettorale americana, c’è un problema di sicurezza – anche digitale.
La gigantesca (globale, pervasiva, crossmediale) esposizione dei candidati alle presidenziali americane porta anche spiacevoli conseguenze. Che riguardano la sicurezza fisica delle persone coinvolte, sempre più protetti, e sempre sotto il potenziale rischio di attentati e folli gesti.
E che sempre più riguardano (e riguarderanno, vista la centralità via via crescente del web nelle campagne elettorali) la sicurezza digitale delle comunicazioni: siti internet, blog, sistemi di fundraising, fino ad arrivare alle caselle di posta elettronica.
Le critiche dei giorni scorsi riguardavano la possibilità che l’uso di account di posta esterne avesse come motivazione quella di bypassare i meccanismi di trasparenza delle attività governative.
E’ quello che è successo al candidato vice presidente repubblicano Sarah Palin (qui per approfondimento sugli effetti mediali della sua candidatura). I giornali hanno scritto che il governatore dell’Alaska usava, per la normale amministrazione, un account di posta elettronica privato presso Yahoo (gov.palin@yahoo.com e gov.sarah@yahoo.com), «hackers have broken into the account and posted evidence of the hijack on Wikileaks», hackers sono entrati nella casella di posta e pubblicato screenshot di alcune email su Wikileaks.
Già nei giorni scorsi era emersa una controversia (peraltro in parte interna agli ambienti repubblicani) circa l’opportunità, anche in termini di problemi di sicurezza, di usare un account di posta esterno a quello governativo.
E ovviamente non mancano i ricami satirici. Qui sotto, dai tipi di The Onion, uno screenshot della gmail di Barack Obama (barry.obama1961 è l’account!). Clicca l’immagine per vedere anche i draft e il cestino :)
non mi capacito della non percezione di pericolo di
appoggiarsi a un colosso quando poteva farsi registrare
“ilmiodominio.com” configurarci un server di posta iper sicuro e usare
quello e poterlo martellare – distruggere – alla bisogna. l’ignoranza informatica
rulezza ovunque
come ha fatto notare qualcuno, “se c’è una regola per cui tutti i funzionari devono utilizzare i server governativi, c’è un motivo”.
Se poi consideri che la password pare fosse “popcorn”, ciò da solo dovrebbe essere devastante.
Forse il ragionamento fatto è stato più sottile – sbagliato ma sottile -. Nel senso che la mail “da provider” è un marchio “smart”, molti la usano come una moda per far sentire le persone più vicine.
detto questo gmail o yahoo non è di per sè insicura (anzi). Insicura è stata la pw scelta dalla Palin!
Di più, nessuno ha notato la barra degli indirizzi? MALE!
la Palin si è colpevolmente dimenticate di settare l’opzione https nonostante Google abbia consigliato apertamente di farlo a causa di una falla di sicurezza.http://gmailblog.blogspot.com/2008/07/making-security-easier.html
Errore mio, la mail della palin era yahoo, questa era riferito alla finta casella di Obama.
http://blog.wired.com/27bstroke6/2008/09/palin-e-mail-ha.html
Il link del pezzo di Wired in cui si dice che non è stato del tutto difficile trovare la password dell’account.