Terzo e ultimo debate Usa. La cronaca a caldo
«Welcome to the third and last presidential debate of 2008, sponsored by the Commission on Presidential Debates. I’m Bob Schieffer of CBS News. The rules tonight are simple. The subject is domestic policy. I will divide the next hour-and-a-half into nine-minute segments. [...] The audience behind me has promised to be quiet, except at this moment, when we welcome Barack Obama and John McCain». Così Bob Schieffer della CBS News, ha introdotto i due candidati presidenziali in occasione del terzo e ultimo dibattito televisivo. Se il format comunicativo del primo dibattito vedeva Obama e McCain fermi dietro il classico podio da oratore, e il secondo più o meno comodamente appollaiati su uno sgabello, con relativa libertà di movimento dentro una specie di arena, il terzo prevede i due candidati seduti dietro un tavolo circolare – un formato che concede più “potere” comunicativo al moderatore/maestrino (e rende più complicato l’attacco frontale da parte dei contendenti, fatto che in parte spiega l’impressione che McCain abbia più indulto in negative attacks). Di seguito riporto, leggermente editata, la diretta a caldo che ha fatto Enrico Sola su Friendfeed. Il punto di vista è quello di un democratico, come evidente, ma non mancano stoccate alla performance di Obama. Buona lettura. as
La cronaca del debate, a caldo, di Enrico Sola
Inizia il dibattito
- McCain tutto teso all’attacco. Obama, as usual, ecumenico. Però attacca facendo il nome delle mega-corporation beneficiate dai tagli tasse di Bush.
- McCain ha detto apertamente “io non sono Bush”. Ma Obama gli ha ricordato che al momento buono lui ha sempre votato per Bush e con Bush, concedendogli (e dimostrandosi presidenziale) il suo opporsi alla tortura
- Bella domanda del moderatore sulle scorrettezze della campagna elettorale. Su questo ora Obama deve picchiare e far montare il disgusto per McCain. Bene che risponda per secondo.
- Trovo veramente da perdente il fatto che McCain di fatto non risponda ad una singola domanda e sia ossessionato da Obama. Gli hanno appena chiesto di cosa farebbe per liberare gli states dalla dipendenza dal petrolio e la sua risposta inizia con “Well, Senator Obama wants…”.
E’ una strategia (da) perdente, con in più l’aggravante che gli attacchi di McCain sono ingiustificati
- McCain rifà gli stessi attacchi dell’altra volta. Incluso il famoso overhead projector da 3 milioni di dollari. E Obama non coglie, risponde alla domanda. Così non sta sulla difensiva e non raccoglie le provocazioni di McCain, che ormai dà solo risposte su Obama e non su se stesso
- Ottima la risposta di Obama, che nuovamente non coglie gli attacchi di McCain: la campagna di McCain è 100% negativa (e il suo atteggiamento stasera, pure), ma i problemi del paese sono altri.
- L’health care è un pezzo facile per Obama. E McCain francamente non sa che dire. Di fatto credo perda per l’economia, per la Palin e per questo.
“Il fatto che questo sia diventato il tema principale della tua campagna dice molto di più sul tono della tua campagna che su di me” (Obama, riferito agli attacchi sul tizio dei Weathermen)
- Alla fine McCain non ce l’ha fatta a trattenersi: ha dovuto fare la tirata sul tizio dei Weathermen. Ovvio che Obama ha la risposta pronta. E infatti elenca una serie di repubblicani che hanno lavorato sullo stesso progetto suo.
- Domanda sui vice: perché il tuo vice sarebbe un buon presidente? Si ride. Anzi, la domanda vera è “perché il tuo vice sarebbe un presidente migliore del vice del tuo avversario?”.
- McCain fa partire una pippa sulla Palin, tutta sulla difensiva. mmmh.
- L’impressione è che, cambiato lo sfondo, cambiato l’arredamento e cambiati gli abiti dei candidati, siano 3 volte che vediamo lo stesso identico dibattito. Unica differenza: McCain ancora più indecente, negativo e scorretto.
E di nuovo vince Michelle Obama, con un vestito viola coraggiosissimo, con spacco vertiginoso.
- Solito copione: McCain aggressivo, poco presidenziale, tignoso e coi denti fastidiosamente gialli. Obama pedagogico.
- Curiosamente, questo è stato il dibattito più “forte” per McCain, ma è proprio il suo ruolo di contestatore a tutto spiano (reso poco credibile dal suo voto quasi sempre conforme al GOP e a Bush) a squalificarlo. La gente vuole soluzioni, lui getta fango.
- Dopo 3 dibattiti-fotocopia è palese che Obama ha il temperamento da presidente, oltre che le soluzioni per calarsi bene in quel ruolo. McCain è sembrato il più immaturo, erratico negli attacchi e MAI propositivo, se non per exemplum contra.
Prendi il feed Rss
Iscriviti alla mailing list
Sponsor?
ho analizzato pure io il debate, non a caldo ma più a mente fresca… :)
http://aghost.wordpress.com/2008/10/17/obama-vs-mccain-vince-lidraulico/
gradito commento come al solito…