Il primo atto comunicativo (e insieme profondamente politico) del presidente USA neo eletto è stato quello di inaugurare il suo sito governativo, con un nome emblematico: Change.gov.
Le pagine sono state cambiate nella direzione di una minore “partigianeria” dei contenuti del programma elettorale di Obama. Vedi l’analisi di Tim O’ Reilly.
Abbiamo scritto del piccolo inconveniente capitato con le pagine di agenda e di programma: Change.gov, non è più online l’agenda di Obama. Ora, le pagine tolte per rispondere ad una legge relativa ai finanziamenti di campagna che impedisce ai siti governativi di prendere pedissequamente contenuti da siti elettorali, sono tornate online – modificate, ma sempre con la possibilità di suggerire feedback su ogni singolo punto programmatico.
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Ulteriore novità da segnalare è la scelta di pubblicare i contenuti del sito governativo sotto licenza Creative Commons – la licenza 3.0, la più “libera”, che permette praticamente tutto a patto di darne la corretta attribuzione.
Una piccola rivoluzione, ma soprattutto un segnale (e anche se tradizionalmente i contenuti governativi sono dentro il public domain, il dominio pubblico). Ne scrive anche Lessig sul suo blog.
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