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tag: Convegni e conferenze, Internet, Italia, PD, PDL, consulenza politica, governo e opposizione, partiti politici, web campaigns

Poke elettorale. La politica gioca con Facebook

Con il solito ritardo pubblico qui un pezzo uscito su Nòva del Sole 24 ore del 12 Dicembre con il titolo “La geolocalizzazione della politica”.

Cos’è Facebook? A questa domanda oggi un quinto dei deputati italiani risponderebbe con un sorrisino di superiorità. Lo dice una ricerca presentata da Antonio Palmieri alla Camera dei Deputati: 133 deputati su 630 usano Facebook. Tra questi, ben 66 (il 10% del totale) non conoscono altra Internet se non il social network fondato dallo studente di Harvard Mark Zuckerberg: non possiedono infatti neppure un sito vetrina. È tutto accaduto in pochi mesi, complici il successo della campagna online di Obama e la travolgente affermazione di Facebook in Italia. Quest’ultimo sta di fatto riuscendo nell’impresa che anni di blog hanno ripetutamente mancato: avvicinare il ceto politico italiano al web sociale, rompendo con la pedata del passaparola il “soffitto di vetro” che separa i due mondi. I numeri della ricerca indicano una tendenza: Facebook colpisce in misura proporzionalmente maggiore quelle culture politiche meno abituate alla comunicazione online “classica”, quella fatta di siti o blog nei casi più innovativi. Chi prima snobbava il sito ora ama Facebook, e viceversa.

Il dato più eclatante è quello della Lega Nord: i deputati con un profilo su Facebook superano di gran lunga quelli sito-muniti: 35% contro 15%.

Tra i deputati del Partito Democratico, “solo” il 18,8% ha aperto un profilo su Facebook – a fronte del 43% che possiede un sito. I deputati del Popolo delle Libertà, al contrario, in ritardo sui siti personali (“solo” il 38% ne ha uno), recuperano grazie a Facebook: il 22% ha un profilo attivo. La tendenza si conferma anche per i gruppi meno numerosi. Ma il dato più eclatante è quello della Lega Nord, i cui deputati con un profilo su Facebook superano di gran lunga quelli sito-muniti: 35% contro 15%. E forse non è un caso che il partito da tutti invidiato per il suo radicamento nel territorio sia anche quello più innamorato di Facebook.

Deputati online a confronto: siti personali e Facebook
Deputati online a confronto: siti personali e facebook.
Tabella riassuntiva di una ricerca presentata il 4 dicembre scorso da Antonio Palmieri, responsabile Internet del Pdl, durante il convegno “Obama un mese dopo. La vittoria di Internet?”, organizzato da Codice Internet alla Camera dei Deputati.

Facebook è usato per geolocalizzazione politica e rappresentanza politica permanente.

Facebook si sta dimostrando strumento molto efficace per “geolocalizzare” le attività politiche, e comunicare con il territorio a vari livelli; è usato da amministratori locali, candidati alle primarie, dirigenti di partito. In alcuni casi funge da ufficio di rappresentanza ventiquattrore ore su ventiquattro, da cui ascoltare i bisogni di un elettorato sempre meno raggiungibile attraverso altri canali. Un social network come Facebook è forse più un ritorno al passato che un tuffo nel futuro; suona familiare perché in molti tratti ricorda la politica vecchia maniera.

Consenso, comunicazione, conversazioni: le tre aree di affinità con la politica vecchio stile

C’è l’elemento competitivo costruito intorno alla forza attrattiva del capitale sociale: più amici uguale più consenso. C’è il tratto comunicativo che riproduce una campagna elettorale permanente: il muro delle notizie è il chiacchiericcio della comunità, gli aggiornamenti di status micro-comizi per dettare la linea, i gruppi e gli eventi opportunità di targettizzare il messaggio parlando a pezzi di società su temi specifici. C’è infine un tratto conversazionale: al contrario dei blog – più opachi da questo punto di vista (difficile sapere con certezza chi sono i lettori) – chi interagisce su Facebook ha nome, cognome e faccia. Cade l’ultima scusa dell’anonimato, e la politica è obbligata, in primis dagli “amici”, ad uscire fuori dalla gabbia dorata dei media tradizionali.

Discussion

4 comments for “Poke elettorale. La politica gioca con Facebook”

  1. Misurare la popolarità con “più amici uguale più consenso” non credo sia utile e moderno visti i flussi di comunicazione che pervadono i social network. Io ho un politico tra i miei contatti e non amo per niente il modo in cui utilizza Facebook (cioè con un modello top-down). Non viene mai a scrivere sulla mia bacheca, non condivide mai nulla, parla solo di quello che in consiglio regionale e mai dei fatti suoi.
    A mio parere non è modo di gestire una presensa sul social network. Può avere pure un milione di amici…

    Posted by Jose | gennaio 15, 2009, 11:59
  2. [...] spunto per questo post dove ho lasciato un commento per fare una verifica e offrire le mie modeste considerazioni sull’uso che la politica [...]

    Posted by Strategie politiche su Youtube ed altri social network | SocialMediaMarketing.it | gennaio 24, 2009, 19:01
  3. [...] “Obama un mese dopo. La vittoria di Internet?”, organizzato alla Camera dei Deputati; l’approfondimento su [...]

    Posted by Apogeonline » Il web per avvicinarsi all’opinione pubblica | marzo 20, 2009, 13:31
  4. [...] post su Poke elettorale, la politica gioca con Facebook, su Spindoc (con indicazione della ricerca commissionata dal Pdl sui deputati e [...]

    Posted by I politici dall’emiciclo al web, uno studio | Apogeonline | maggio 15, 2009, 17:22

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