Il venti gennaio prossimo si terrà a Washington DC l’attesissima inaugurazione della presidenza Obama.
Mancano ormai solo quattro giorni al 20 gennaio – giorno della inaugurazione ufficiale dei quattro anni di presidenza Obama. L’entusiasmo e la passione generata dall’elezione del senatore di Chicago persistono – a due mesi dallo spoglio delle urne: e fin da subito si è avuto l’impressione che l’inaugurazione sarebbe stato un evento assai diverso dai precedenti, per partecipazione popolare e potenzialità mediatica.
L’evento singolo dello speech del neo presidente è diventano di fatto una serie di appuntamenti diversi – che accadranno prima dopo e a contorno dell’evento principale. Il tentativo è di dare concreta dimostrazione del carattere “popolare” e aperto della presidenza: un segnale di stile cui Obama sembra tenere molto a indicare fin dalla prima uscita ufficiale. Con le parole del Presidential Inaugural Committee, «will organize an inclusive and accessible inauguration that reflects the new Administration’s commitment to leadership that sets aside partisanship and unites the nation around our shared values and ideals».
La logica è quella vincente della campagna: non ti sto dando un evento, lo sto facendo insieme a te.
Per l’occasione è stato aperto un sito ufficiale, come al solito molto ben fatto e molto ricco di informazioni di tutti i tipi. Informazioni relative non solo, e non poco significativamente, a come “fruire” dell’evento principale, ma anche a come “produrre” eventi accessori, complementari eppure facenti parte a tutti gli effetti di quello ufficiale. E’ una partecipazione né esatta né solo evocata, ma praticata concretamente: chiunque, in qualsiasi parte dell’America, può sentirsi parte di un qualcosa di comune.
Lo dimostra per esempio la grande evidenza data all’iniziativa Host a Party in your Neighborhood: «Hosting or attending a Neighborhood Ball Party is a great way to gather with your neighbors to celebrate change and a renewed commitment to serving the community you live in. Celebrate however you choose. Your party can be as simple as a group of neighbors gathering in a living room or local restaurant to watch the live broadcast and interact through text messaging».
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E ovviamente montano attese e aspettative per il discorso che Barack Obama terrà il 20 gennaio davanti all’America idealmente riunita davanti alla Casa Bianca – attese e aspettative stuzzicate dalla maestria che il senatore di Chicago ha dimostrato nel public speaking durante la sua vittoriosa campagna. Per calmare le une e le altre, segnalo, via Paolo Ferrandi e via Mashable, un generatore automatico di discorsi di Barack Obama: «A grassroots internet campaign helped Barack Obama get elected. Now he’s calling for the internet’s assistance one more time – to help him craft the best inauguration speech ever…»
Basta provare :)
[...] [Via Spindoc] [...]