Abbiamo già scritto, prima durante e dopo dell’insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca – leggi i post con il tag inauguration.
L’inaugurazione – o meglio: l’insediamento – di Barack Obama continua a far parlare di sé, in una sorta di attenzione lunga su cui in pochi, prima, avrebbero scommesso.
La cerimonia tenutasi davanti ad più di un milione e mezzo di persone infreddolite dai -10° della capitale americana e in conclusione di una tre giorni sceneggiata come un film hollywoodiano è stata una cerimonia molto abitata dai nuovi media, e da nuove forme di convergenza tra vecchi e nuovi media; come ad esempio l’esperimento – a parer di molti assai riuscito – della “convergenza emozionale” del classico streaming Cnn con la condivisione orizzontale di un social network come Facebook – di cui abbiamo scritto a caldo.

Il primo è una mia intervista al “nostro” Paolo Ferrandi su Apogeonline, dal titolo: L’insediamento 2.0 di Barack Obama. In cui, tra le altre cose, Paolo, attento osservatore di politica americana dice: «Nel caso specifico dell’insediamento, per una volta e per davvero la tecnologia è stata al passo e all’altezza di quello che uno pensa possa fare: è l’emergere di un nuovo modello, che si appoggia a dei format precedenti e li innova, rendendo reali le comunità immaginate. L’inauguration di Obama è forse il primo evento tipicamente e tradizionalmente “mediale” dove i nuovi media hanno avuto una importanza così forte».
Ma non solo: Mashable pubblica altri numeri dell’impatto dell’inauguration sui social media.
Lo stesso Paolo segnala un approfondimento del New Media Index per il Pew Research Center’s Project for Excellence in Journalism (cos’è il NMI? The New Media Index is a weekly report that captures the leading commentary of blogs and social media sites focused on news and compares those subjects to that of the mainstream press).
I due grafici qui sotto spiegano in sintesi i risultati della ricerca comparata sull’agenda dei nuovi media (svolta su motori e aggregatori di link vario) e l’agenda dei media tradizionali (rispettivamente in alto e in basso). Periodo di osservazione: dal 19 al 23 gennaio.
Il singolo evento dell’inaugurazione è stato un vero e proprio “titolo a tutta pagina” del social web: con il 63% dei post dedicati.
Per quanto riguarda i new media, scrivono su PEJ «almost two-thirds (63%) of the links embedded in social media sites focused on a single story; the inauguration of Barack Obama, the country’s first African-American President». Circa due terzi dei link spesi nei social network si sono focalizzati su una singola storia: l’insediamento di Barack Obama. Il 63% dei link è davvero una percentuale importante!
La differenza con i maistream media è nel taglio dato alla centralità di Obama: questi ultimi hanno dedicato relativamente poco spazio all’insediamento per coprire il tema dello staff presidenziale, e dei primi giorni del presidente alla Casa Bianca: «Obama’s first week also dominated the mainstream press. But while the old media quickly turned away from the inauguration to the announcements and decisions during Obama’s first frenzied days in office, the online discussion remained more sustained on the implications of the inauguration itself».
La ricerca non s’arrischia in conclusioni di particolare rilevanza, limitandosi a segnalare altre discussioni in giro per il Web. Forse qualche punto comparativo, però, e inevitabilmente aperto e in progress, è possibile individuarlo, a suggello di un case study che ci ha raccontato come i nuovi media si siano – naturaliter – differenziati dai media tradizionali per una maggiore
[...] che ha avuto nell’articolato e per molti versi irriducibile panorama dei nuovi media. Su Spindoc (oltre a segnalare l’intervista con un lucidissimo Paolo Ferrandi su questi temi, su Quinta [...]