Come i parlamentari della attuale legislatura utilizzano gli strumenti del web sociale per mantenere un contatto diretto con i propri elettori? Intorno a questa domanda ruota la ricerca sull’uso di internet da parte dei soggetti politici italiani, coordinata da Stefano Epifani dell’Università La Sapienza. Di seguito il secondo approfondimento estratto dalla ricerca condotta ad Aprile 2009 sui 951 parlamentari, dopo il primo pubblicato su Spindoc qualche settimana fa, sui primi dati di contesto (la serie completa è sotto la categoria “Political divide“.
LEGGI: La prima puntata (Political divide /1. Parlamentari alla prova del Web); tutta la serie; l’introduzione alla ricerca, con gli obiettivi e le tre fasi (analisi quantitativa, di dettaglio e qualitativa); l’articolo su Affari e Finanza
ASCOLTA: l’intervista per Quinta di Copertina
Dopo esserci chiesti quanti di essi fossero online non potevamo non chiederci quali strumenti utilizzassero. Abbiamo cercato di tracciare – in un contesto senz’altro fluido ed in rapidissima evoluzione – le modalità di comunicazione dei nostri parlamentari, a partire dal tipo di strumenti utilizzati. Sono state quindi analizzate tre categorie di strumento:
Il 45% del totale degli eletti gestisce un sito, il 75% di quelli attivi in Rete.
Come evidenziato dal grafico, ben il 75% del totale dei Parlamentari attivi in rete gestisce un sito web. (Quelli attivi in Rete, ricordiamo, sono a loro volta più o meno il 60% del totale degli eletti, vedi prima puntata; il che si traduce nel 45% sul totale dei 950 Parlamentari della XVI Legislatura). In altre parole: la stragrande maggioranza di chi è attivo in Rete e quasi la metà di chi è attualmente parlamentare ha un sito web. E’ un dato in linea con le aspettative (basse) di partenza, ma che comunque dimostra la centralità (e per certi versi la “tradizionalità”) del sito web come strumento di comunicazione del politico con il suo elettorato (e spesso anche con gli organi di stampa).
Il 62% dei parlamentari presenti in Rete ha un profilo più o meno attivo su un social network. Pochi i blog veri e propri.
Sorprendente è, al contrario, la percentuale di parlamentari che utilizza i social network: il 62% dei 540 esponenti del Parlamento che sono presenti in rete ha attivato almeno un profilo personale su delle piattaforme di social networking oggetto di analisi (percentuale che diventa del 35% sul totale dei 950 Parlamentari in carica). Si tratta di un numero interessante, che evidenzia con chiarezza la rapida diffusione dei network sociali in rete. Deludente, invece, è il dato relativo all’utilizzo dei blog: soltanto il 13% dei Parlamentari in carica ha attivato e gestisce un blog, ossia il 23% del totale dei Parlamentari attivi on line.
Twitter non supera il 2% tra i parlamentari italiani. Facebook sfiora il 60%.
Ma quali sono i social network più diffusi in parlamento? Facebook risulta essere di gran lunga quello con maggiore penetrazione, con una percentuale che sfiora addirittura il 60% del totale. YouTube raggiunge il 16%, LinkedIn non supera il 7%, preceduto da Flickr (9%) e seguito da MySpace (6%). Quest’ultimo è forse quello che più fa segnare la distanza tra “universo” dei parlamentari, e “universo” degli utenti in Rete (è secondo come diffusione dopo Facebook). Chiude la classifica Twitter, che non supera il 2%.
Di seguito il dato disaggregato relativo all’utilizzo degli strumenti di comunicazione online da parte di deputati e senatori.
Lo strumento blog non dà particolari differenze tra senatori e deputati: usato poco da entrambi.
Tra i dati interessanti la differenza tra senatori e deputati attivi in rete quanto all’uso degli strumenti di social networking: il 39% a confronto di un 51% per i Deputati – probabilmente influisce la differenza anagrafica tra i due universi di riferimento. Interpretazione che la predilezione dei senatori per il più tradizionale sito tenderebbe a confermare.
Oltre all’età, anche lo schieramento politico incide sulle modalità d’uso della rete.
Il centro-sinistra usa di più gli strumenti web
Tra i due schieramenti le differenze diventano più consistenti se si prendono in considerazione le percentuali dei Parlamentari che utilizzano siti Internet e social network sul totale dei parlamentari in carica: in particolare, sul totale dei 376 parlamentari del centro-sinistra, il 46% ha un sito Internet e il 40% un profilo sui social network, rispetto al rispetto 39% e 32% dei 502 parlamentari di centro-destra. Anche i blog sono più “usati” dai parlamentari di centro-sinistra.
Differenze consistenti sono rilevabili anche in riferimento ai parlamentari di centro attivi in rete. A tal proposito, essi limitano l’impegno on line all’attivazione di siti Internet – per l’80% del totale dei Deputati e Senatori di Centro presenti in rete (il 42% di tutti i Parlamentari dello schieramento) – mentre soltanto il 49% utilizza almeno un social network (il 26% del totale dei Parlamentari di Centro) – con circa dieci punti percentuali in meno rispetto ai parlamentari di centro-sinistra e centro-destra, e, infine, il 18% gestisce un proprio blog.
(2/ continua. Nella prossima puntata: motivazioni e modalità d’uso)
ecco appunto, sono proprio curiosa di sapere che tipo di spiegazione date (o danno) a questa differenza di utilizzo.
sembrano le puntate di una serie, aspetto con ansia :)
una curiosità: avete considerato tutti quelli che hanno un profilo oppure avete inserito qualche variabile sul tipo di presenza (ho visto che parli di proflo più o meno attivo, potresti se ti va specificare cosa avete preso in cosniderazione per codificare la presenza su facebook?)
grazie mille e complimenti per il lavoro
[...] secondo estratto della ricerca sull’uso del web da parte dei parlamentari italiani (condotta da Stefano Epifani e pubblicata su Spindoc) [...]
[...] Political divide /1. Parlamentari alla prova del Web [...]